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  Nathan2000

"Da quando le persone corrotte si uniscono fra loro per costituire una forza, poi le persone oneste devono fare lo stesso". (Lev Nicolaevic Tolstoj)

 
Diario di bordo di chi spera di ritrovare la strada di casa
 


Antonio Bevilacqua
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21 aprile 2012

DIARI QUESITI NOTTURNI.

E ancora, di notte, piombano nella mia mente (o vengono a galla, fate un po' voi) i pensieri dubitativi e labili che mi accompagnano da una vita. Ti domandi perché la voglia di scrivere non torna... forse perché non hai tutto il tempo che vorresti avere... probabilmente. E, poi, scrivere è faticoso, per chi non ha le idee chiare e non aspira al titolo di TUTTOLOGO (che pare un mestiere andare per la maggiore, da una ventina d'anni a questa parte). No, è che per scrivere ci vorrebbero anche pensieri di un certo peso... e io non ce li ho (piccola citazione da Film di Gigi Magni). Anche se, a dire il vero, mi ripeto spesso che basta cominciare a scrivere... i pensieri vengono scrivendo (ancora citazione). Ecco, questo post è uno di quelli che mi è nato spontaneo quando una delle innumerevoli domande che è venuta a galla (o piombata nella mia mente... fate voi), ha cominciato a roteare, in una spirale, un vortice, un tornado di quelli mortali (questa è una mezza citazione dall'Amleto, lo ammetto). E allora mi sono detto: "Scrivi!!!! Hai visto mai che il tornado riesca a fermarsi!!!". Detto, Fatto! Ora, qualcuno (voglio illudermi) si domanderà quale possa mai essere il dilemma che si è impossessato di me al punto tale da volermene a tutti i costi liberare!!! Ma prima di svelare l'arcano, voglio premettere che il quesito è ricorrente... da almeno una trentina d'anni. Da quando ho acquisito un minimo sindacale di... capacità di intendere e di volere (si dice così, no?). Allora... la domanda ricorrente è la seguente:

PERCHE' MAI UNA MIRIADE DI PERSONE, PER CREDERE AD UNA QUALSIVOGLIA DIVINITA', TROVA SUFFICIENTE AGGRAPPARSI A RACCONTI, LEGGENDE E UN PO' DI FEDE E.... PER CREDERE A UN COMPLOTTO DI NATURA MONDIALE, INVECE, HA BISOGNO DI PROVE SCHIACCIANTI?

That's all folks!!!!


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1 marzo 2012

musica ANSER ANSER CHE VA!!!

Un colpo al cuore, quando, via etere, attraverso Radio Capital, arriva la notizia... Lucio Dalla ha preso il volo!!! La sensazione è la stessa del giorno in cui apprendo del "viaggio" di Fabrizio De André o della "fuga" di Giorgio Gaber. Il mio addio a Dalla lo faccio con uno dei brani che non mi stanco mai di ascoltare... Versi di Roberto Roversi e Musica di Lucio Dalla. Anser Anser... che va !




Vola alto, Lucio!!!


8 febbraio 2012

politica interna LIBERALIZZAZIONI.

Questa è una storiella che, probabilmente, sarà stata raccontata mille volte... e io non ho intenzione di sottrarmi al piacere di arrivare in ritardo. Anche perché, probabilmente, nessuno potrà fermarmi dal dire la mia!!!
Mi squilla il cellulare ed io, prima di rispondere, ho già una smorfia di noia sul viso!!! Sul display del mio cellulare compare la scritta "Privato"... questo vuol dire "Call center in agguato". Ma il senso di fastidio che mi viene da questo tipo di telefonate non è la telefonata in sé, no!!! Si tratta, come si vedrà, di ben altro. Insomma, rispondo e una voce femminile, da qualche altra "cella" di questo nostro paese, mi propone una promozione per il telefono di casa. Ho un Tim, e la promozione, manco a farlo apposta, è di Telecom Italia. Faccio presente che da un paio di mesi ho sottoscritto un contratto con la "concorrente" Vodafone. Sento tutta la delusione della povera ragazza (di cui non ricordo assolutamente il nome). Infatti, se è dura cercare di convincere chi ha un contratto da anni, figuriamoci quanto dev'essere proibitivo riuscire a convincere a cambiare operatore a chi, con un altro operatore, ha un contratto da così poco tempo!?!
Lo confesso... non sono capace di troncare il discorso come, invece, riescono a fare benissimo tantissime persone che mi conoscono. Allungo la telefonata dicendo che due mesi sono pochi per poter avere un'idea non solo della convenienza di una tariffa telefonica, ma anche della qualità del servizio che la società con la quale ho sottoscritto il contratto mi potrà fornire. La ragazza mi dice che, comunque, ho la possibilità di dare un'occhiata al sito del 187 per vedere di che si tratta e, se tra qualche tempo, dovessi cambiare idea, potrei, comunque, contattare il 187 e qualcuno mi potrebbe dare chiarimenti ed, eventualmente, propormi dei prodotti convenienti per il passaggio a Telecom. Aggiunge, poi, che sarebbe felice di potermi contattare tra qualche mese, ma a fine febbraio le scade il contratto di collaborazione con il call center. Ma si premura di farmi notare che chiunque altro od altra addetta, saranno all'altezza di ogni mia richiesta di chiarimenti.

Ecco... la ragazza è una lavoratrice a tempo determinato (precaria, schiava... che sono parole più vicine alla verità). Secondo le ultime informazioni, è una di quelle che non avrà un'attività lavorativa segnata dalla "monotonia"!!! Non ci si può annoiare, con un posto precario, senza ombra di dubbio!!! Ed è per questo che questo tipo di telefonate mi provoca un senso di disagio!!! Avere a che fare con qualcuno che non ha la benché minima idea di ciò che accadrà della sua vita domani, tra un anno, tra dieci anni!!!! Questo è uno dei motivi per cui il sottoscritto vede le famigerate LIBERALIZZAZIONI ( come amano chiamarle sedicenti liberali e sempre più sedicenti progressisti) come una vera e propria piaga!!!
Liberalizzazioni che hanno portato il livello di servizio al cliente sempre più in basso e gli utili di azionisti e consiglieri di amministrazione delle società sempre più in alto.

E siccome le cossiddette liberalizzazioni ci vengono presentate come vere e proprie Rivoluzioni, voglio parafrasare una frase di Juan Miranda - Rod Steiger in "Giù la testa" di Sergio Leone... io dico:

PER FAVORE... NON PARLATEMI PIU' DI LIBERALIZZAZIONI!!!!


30 gennaio 2012

diritti DISSERTANDO DI COSTI DELLA POLITICA.

Premetto una cosetta: la rubrica nella quale vado ad inserire questo post è "Questioni etiche". Il perché non mi va di spiegarlo, anche se, proseguendo nella lettura, si capirà fin troppo bene.
Dopo Cortina, arriva Milano!!! La capitale Morale di questo paese, almeno secondo un' antica consuetudine... che, poi, in questo paese diventa legge, dopo un po'. A Milano le Fiamme Gialle, in un sabato di movida e shopping sfrenato, decidono di fare controlli a tappeto sui vari esercizi commerciali. Plauso del popolo (ovviamente a favore delle fiamme gialle) ed esercenti un pochettino contrariati. Alla fine, chi sa leggere i dati, si accorge che i due terzi dei commercianti sono regolari. Un terzo, invece, risulta irregolare sia per le mancate emissioni di scontrino fiscale, sia per l'utilizzo di schiavi (lavoratori in nero è un eufemismo). Dicevamo della gente, che plaude all'iniziativa. Mi pare di sentirli i commenti: "Finalmente si comincia a fare sul serio!!! Non ne potevamo più dei soprusi di questi imbroglioni di commercianti". Generalizzazione!!! Odiosa, certo. Ma stavolta che è toccato ai commercianti, non va bene. Quando, invece, il Ministro Brunetta parlava di Fannulloni nella Pubblica amministrazione, andava bene la generalizzazione. Roba che accade in questa Italia del "proprio orticello".
Siamo alla fine della premessa e, a questo punto, procedo col nocciolo del discorso. Perché, sia pur plaudendo all'iniziativa delle Fiamme Gialle, io ho ancora un sassolino nella scarpa che più volte, anche da questo mio spazio virtuale sul Web, ho provato a togliermi... senza riuscirvi. Ma io sono un duro, pertanto riprovo!!!
Allora... comincio con il fatto: se avrete la pazienza di cliccare al seguente link, avrete una bella serie di informazioni che, ne sono certo, faranno perdere la pazienza a parecchi. Ne avevo già parlato qui, qualche tempo fa... ma a quanto pare non sono sopraggiunte notizie più approfondite sull'avanzamento della questione. Quindi continuo a ripetere che, se risulta esserci stato questo accertamento, PERCHE' L'AGENZIA DELLE ENTRATE NON HA PROVVEDUTO A RISCUOTERE IL DOVUTO? In fin dei conti 98 MILIARDI sono l'equivalente delle ultime tre manovre "Lacrime e sangue" che noi, poveri babbei, abbiamo dovuto subire (come al solito)!!! Si dice, ma non è cosa sicura, che le 10 sorelle che gestiscono il Gioco in Italia, abbiano fatto ricorso a una qualche magistratura... e tutto rimane sospeso. Ovviamente, se qualcuno avesse fatto degli accertamenti sul sottoscritto o qualunque altro imbecille di questo paese, ci sarebbe stata la situazione: "Per ora paghi! Poi può fare ricorso!!!". Cosa che per questi "colossi", evidentemente, non vale.  E il tutto va a collegarsi con una questione che, a mio avviso, ha il sapore della demagogia pura: QUELLA DEI COSTI DELLA POLITICA!!! Costi che, ovviamente, si concentrano sempre e soltanto su questi benedetti stipendi dei parlamentari!!! Ed io sarei anche d'accordo sul fatto che, da un punto di vista ETICO, i parlamentari abbiano il dovere di imporsi quei sacrifici che impongono a noi!!! Ma è sufficiente? Voglio dire: cosa andremmo a risparmiare se i nostri 1.000 parlamentari si abbassassero il compenso? Un mezzo miliardo all'anno (esageriamo un po')??? Giusto, Giustissimo!!!! Ma mi pongo una domanda: i costi della politica... sono soltanto quelli di questi "signori"??? Non scherziamo, per favore!?! Uno studio di Sindacati e Confindustria (una volta tanto d'accordo su qualcosa) ha evidenziato come, direttamente o indirettamente, circa 1.300.000 persone "vivono" di politica (nel senso che percepiscono dei compensi dalla politica). Io mi sono permesso il lusso di fare un calcolo "alla femminile".... mettiamo, per ipotesi, che 'sti signori percepiscano un compenso lordo mensile pari a 3.000 euro; Avremmo, mensilmente, una spesa a carico del contribuente italico, pari a quasi 4 MILIARDI. Vogliamo moltiplicare il tutto per 13 mensilità? Fa circa 52 MILIARDI di euro. Ora, tenuto conto che mi sono mantenuto "bassino" nel compenso (magari sono un po' taccagno, chi lo sa!!!), direi che, annualmente, abbiamo una spesa spaventosamente alta, per gente che, nella maggior parte dei casi, non influisce granché, nello sviluppo di questo paese. Manteniamoci ancora prudenti nel "tagliare" questi costi... diciamo che si potrebbe dimezzare il numero di questi personaggi. Avremmo un risparmio di circa 26 MILIARDI di euro? Ossia una manovra finanziaria (centesimo più centesimo meno) delle ultime? Allora, signori miei... 26 miliardi risparmiati ogni anno, un pochettino di recupero di evasione (magari quei 98 miliarducci che non vengono riscossi)... e qualche consulenza o incarico dato ad AMICI o AMICI DEGLI AMICI... Non avremmo bisogno di Monti e i suoi tecnici!!!
Mi fermo qui!!! Ce n'è, di che meditare.


26 gennaio 2012

SOCIETA' QUALCHE RIFLESSIONE SULLA ZTL (ZONA A TRAFFICO LIMITATO)

Favorevoli e contrari!!! Necessaria ed inutile!!! Svuotamento del Centro Storico della città e mossa per rendere vivibile il Centro Storico della Città!!! Potenza sembra si sia divisa in due fazioni… ovviamente, la cosa era prevedibile! E l’argomento ZTL sembra essere il tema dominante delle discussioni dei cittadini Potentini. E per quale motivo dovrei fare eccezione? La Piazza, virtuale o reale, è sempre uno stimolo per tutti. E la mia opinione è che “LA ZTL (ZONA A TRAFFICO LIMITATO) che è entrata in vigore dal 15 di questo mese, è la cosa più sensata che si potesse pensare di fare. Ma il plauso all’amministrazione comunale, comunque, non ci sarà e non per una questione di NO preconcetti o di posizioni “contro” a prescindere!!! Si poteva pensare di organizzare l’evento in maniera più completa e meno “arraffazzonata” rispetto a come la questione è stata, invece, messa sul piatto! Perché, Sindaco Santarsiero, è vero che il sistema di collegamenti verticali è pressoché completo, come si è premurato di puntualizzare nel suo intervento al TGR!!! Ma è altrettanto vero che il sistema di trasporto pubblico cosiddetto “integrato”, non si possa considerare tale!!! Proviamo a spiegarci un pochettino meglio: un sistema di scale mobili che collegano l’immediata periferia della città al centro cittadino è una realtà, non ci sono dubbi. Ma ci sono altre situazioni che vanno considerate! Abbiamo un sistema di trasporto urbano che consenta a chiunque (contrade in primis) di raggiungere questi  benedetti collegamenti verticali? E’ evidente che non  è così. Allora, a parte i residenti nelle immediate vicinanze delle scale mobili, gli altri residenti (o, magari, i pendolari o gli occasionali avventori dei comuni vicini), dovranno raggiungere tali collegamenti verticali con la propria auto. E sappiamo benissimo che la situazione parcheggi è quella che è: non proprio sufficienti alla bisogna. Senza contare che il parcheggio all’altezza del Ponte Attrezzato (scale mobili Santa Lucia), su Viale dell’Unicef, non è ancora completo! Pertanto,  mi trovo costretto a muovere una critica (con fini costruttivi, sia chiaro) al provvedimento. Non si poteva provare ad attendere ancora un po’ di tempo (almeno quello necessario ad ultimare i lavori di questo parcheggio) per dare il via all’iniziativa? Qual è il motivo per cui, come al solito, si è voluto partire in condizioni non proprio ottimali? Non è dato saperlo. Mi si dirà che vi erano stati già troppi rinvii!!! E cosa sarebbe cambiato, se vi fosse stato un ulteriore rinvio giustificatissimo dal fatto che un “Sistema integrato di trasporto pubblico urbano” non è ancora attuato? Prendiamo atto del fatto che si sia voluto procedere con l’avvio della ZTL in via sperimentale per un mese. Cosa si vuole ottenere da un mese di sperimentazione? Dei dati che possano ritornare utili al miglioramento del servizio? Ma se il servizio è già “zoppo” per i motivi sopra esposti, cosa ci si aspetta da questo “esperimento”? E lo dico da fruitore in prima persona di questi benedetti collegamenti verticali, perché il sottoscritto è da settimane che fa un regolare uso delle scale mobili e delle navette ed autobus. Ma voglio concludere questo mio comunicato con una riflessione: il fatto di aver utilizzato per un bel po’ di tempo le scale mobili e gli autobus mi ha messo di fronte ad una situazione a dir poco deprimente: la scarsissima frequentazione, da parte del cittadino Potentino, dei mezzi pubblici. Che tristezza, percorrere il Ponte Attrezzato e incontrare pochissima gente!!! Allora, sperando che questo mese di sperimentazione della ZTL possa portare quanti più cittadini ad usufruire di un servizio che io considero importante, auspico altresì che, in questo mese, si possano trovare strade (e risorse) per potenziare anche i collegamenti a queste importanti infrastrutture e che, trascorso questo mese, non si proceda ad una sospensione a tempo indeterminato della ZTL ma ad un vero e proprio servizio di trasporto pubblico integrato che consenta, a noi tutti, di lasciare, finalmente, l’auto a casa per poterci godere non solo il Centro Storico, ma l’intera città. Nel frattempo, la speranza è che questo mese serva anche ad accogliere le richieste non solo di commercianti ed esercenti del centro storico, ma anche di cittadini, Associazioni e movimenti politici. Perché il bene della Città passa per la collegialità delle decisioni!


Antonio Bevilacqua – Cordinatore di Comunità Lucana – Movimento no oil per la Città di Potenza.


4 luglio 2011

ECONOMIA E' ARRIVATO IL BONUS CARBURANTEEEEEEEE!!!!!

Un bel Copia e incolla dal sito del Ministero per lo sviluppo economico (ma per i “malfidati” c’è la possibilità di accedere al sito del ministero cliccando qui)

I residenti della Regione Basilicata riceveranno una carta prepagata per l’acquisto di carburante. Con i decreti interministeriali del 12 novembre 2010 e del 21 febbraio 2011 si è, infatti, data attuazione all’articolo 45 della legge 99/09 che prevede un’aliquota di prodotto aggiuntiva del 3% sulla produzione di idrocarburi da destinare ai residenti, maggiorenni e muniti di patente di guida, residenti nelle Regioni interessate.

Per le Regioni il cui beneficio sia inferiore o uguale a 30 euro per beneficiario su base annua, le somme dovute vengono assegnate direttamente a ciascuna Regione. Alle Regioni, invece, il cui beneficio superi i 30 euro per beneficiario su base annua, viene assegnato un "bonus idrocarburi" da destinare a ciascun residente, sempre maggiorenne e munito di patente di guida, mediante una carta elettronica chiamata Bonus Idrocarburi.

Si tratta di una carta prepagata, erogata dal Ministero dello Sviluppo Economico e dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, per l'acquisto di carburante presso i distributori abilitati.


A chi è destinato


Per gli importi versati nel 2010, relativi alla produzione di idrocarburi nell’anno 2009, la Regione alla quale viene destinato il "Bonus Idrocarburi" è la Basilicata, il cui giacimento della Val d'Agri è il più grande d'Europa su terraferma, e rappresenta per l'Italia oltre l'80% della produzione nazionale di greggio (circa il 6% del fabbisogno energetico nazionale).


I requisiti del beneficiario (posseduti al 31 dicembre 2010) sono:

maggiore età

patente di giuda (tutte le categorie)

residenza nella Regione Basilicata


Come richiederlo


Si può richiedere la carta presso gli uffici postali dal 4 luglio 2011 al 10 settembre 2011. Sul sito internet di Poste Italiane sono disponibili tutte le informazioni sulle modalità di richiesta e di utilizzo della carta prepagata e la relativa modulistica. Ulteriori informazioni sono reperibili anche sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico.

Allora, andiamo a copiare e incollare anche dal sito di Poste italiane, per capire quanto farraginosa sia la procedura per la richiesta e il successivo ottenimento della carta:

Come richiedere la Carta Bonus Idrocarburi

Compila il modulo per la richiesta della Carta Bonus Idrocarburi e presentalo all'ufficio postale abilitato più vicino.

Compila il modulo di richiesta che trovi presso gli uffici postali, sul sito internet del Ministero dello Sviluppo Economico e in questa pagina.

Modulo di richiesta


Presenta il modulo compilato all'ufficio postale più vicino con allegati:

una fotocopia del documento di riconoscimento

una fotocopia della patente auto

una fotocopia del codice fiscale

RICORDA:

1. per la presentazione del modulo dovrai recarti all’ufficio postale munito di documento di identità.

2. che la non veridicità del contenuto delle dichiarazioni comporta la decadenza dai benefici eventualmente conseguenti ai provvedimenti emanati sulla base delle dichiarazioni non veritiere e che chiunque rilascia dichiarazioni false, forma atti falsi o ne fa uso in una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà è punito ai sensi del codice penale e delle leggi speciali in materia (D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445).

3. ogni anno dovrai presentare agli uffici postali il modulo di richiesta

4. ogni anno potrai presentare la richiesta solo in un determinato periodo che verrà pubblicizzato sul sito di Poste Italiane e negli uffici postali.

L'Ufficio Postale, dopo una verifica della completezza e conformità della documentazione presentata, ti rilascerà una copia della richiesta.

Qualora la domanda della Carta Bonus Idrocarburi venga accettata, il primo anno la carta ti sarà recapitata presso l'indirizzo di residenza indicato e separatamente ti verrà inviato il PIN; successivamente dovrai recarti presso un qualsiasi ufficio postale per richiedere l’attivazione della carta stessa. Sulla carta sarà accreditato l’importo previsto per l’anno di riferimento.

Dal secondo anno in poi, qualora la domanda della Carta Bonus Idrocarburi venga accettata, l’importo previsto per l’anno di riferimento sarà accreditato sulla carta consegnata in precedenza.

L'Amministrazione si riserva di procedere alla verifica del possesso e del mantenimento dei requisiti necessari ad ottenere il contributo, anche successivamente alla consegna della Carta Bonus Idrocarburi.

Dati di riferimento del servizio, per l’anno 2011:

Regione di riferimento: BASILICATA

Attività

Dal

Al

Presentazione domande

04/07/2001

10/09/2011

Recapito carte ai nuovi beneficiari (solo per le richieste accettate)

03/10/2011

19/11/2011

Accredito somme (solo per le richieste accettate)

28/11/2011

18/12/2011

Ovviamente, anche in questo caso, se qualcuno volesse verificare di persona ciò che è riportato sul sito di Poste Italiane, si può fare un click qui

A questo punto, cosa si può aggiungere? Beh, la “congrua” somma disponibile per i soli cittadini lucani patentati (gli altri non hanno diritto a nulla… si tengano, però, tutti i disagi derivanti dalle attività estrattive), dovrebbe aggirarsi intorno ai 90 euro. Chi, come me, ha una macchina di piccola cilindrata, dovrebbe riuscire, nell’anno, a fare un pieno e qualche altro “litruccio” (roba da far prendere una sbronza epocale alla mia auto!!!!). Abbiamo già sottolineato la grande ingiustizia di assegnare un bonus ai soli cittadini patentati. Ma andiamo oltre: se il bonus è inferiore a 30 euro, sono direttamente le regioni interessate a gestire il tutto. Se, invece, il bonus supera i 30 euro, si procede con Poste Italiane e la “fantastica” carta!!!! Il solito regalo ad amici ed amici degli amici? E i cittadini non patentati e non automuniti, che fanno? Si arrangiano?
Ecco la solita politica Biparizan: un tozzo di pane al cittadino e il cittadino si accontenterà!!! Questo è ciò che accade nella Regione Basilicata, dove c’è una giunta di centrosinistra, e questo accade in Italia, dove c’è un governo di centrodestra. Il tozzo di pane e il diritto elargito sotto forma di favore, sono ciò che contraddistingue la classe politica TUTTA!!! Un 3 % di royalties in più sulle estrazioni hanno portato, insomma, un vantaggio (?) ai soli cittadini patentati. Le estrazioni, però, ci risultano essere un “disagio” che anche chi non ha la patente, subisce. Ma che importa? Il centrodestra ha mantenuto (?) le promesse!!! E il Governatore De Filippo, che un anno fa si scagliava contro il provvedimento definendolo (
qui, un anno fa) “una miseria”, dimenticandosi che per anni ci aveva voluti illudere con le estrazioni petrolifere foriere di sviluppo e occupazione!!!!
Ecco, cari cittadini (patentati e non) di Basilicata. Da destra a sinistra, briciole e tozzi di pane (raffermo, sia chiaro). E si continua a lasciare le cose come stanno (come ha dimostrato anche l’ultima tornata elettorale amministrativa). Una volta fatto il pieno all’auto, avremo risolto tutti i problemi derivanti dalle attività estrattive in regione? E ci riferiamo anche a tutte le “balle” raccontate sullo sviluppo e sull’occupazione?

Meditiamo, per l’ennesima volta.


29 aprile 2011

DIARI POCHE PAROLE.

Sembrava che la voglia di riprendere a scrivere fosse tornata alla grande... ma le intenzioni sono ben altra cosa, rispetto alle azioni!!! Perché, alla fine, penso sempre tanto, ho una mente che si riempie di concetti, di elaborazioni da episodi o articoli di giornale o... semplicemente da episodi di vita quotidiana (talvolta eccezionale, nella sua banalità). Eppure, questa mente che si riempie, non riesce a svuotarsi per trasformarsi in parola scritta. Lo so, starete pensando che sto scrivendo e, quindi, qualcosa si muove... ERRORE!!!! Sto scrivendo ma non sto trasformando il magma che ribolle nella mia mente in concetti o idee o vaneggiamenti. Avevo solo voglia di fermare, anche solo per un attimo, un pensiero che si è fermato nella mia mente e continua a ruotare (come un mal di testa, quasi...). Mi pare che fosse una frase di Don Lorenzo Milani... più o meno recitava così: "Ogni parola che non capite oggi è un calcio nel culo che prenderete domani". Ecco, la mia riflessione su questa "LEGGE" (perchè è una legge... non scritta, ma verissima e con la quale ci si trova ogni giorno a fare i conti), è la seguente:
Ma le parole, tutte, dovrebbero essere un modo per comunicare, per avvicinarci, per non impedirci l'interazione con gli altri!!!! Eppure se ne fa un uso pressocché cialtronesco!!! Le parole sono importanti? Io credo di sì. Eppure tra giornali, TV e anche la rete, io trovo che calderoni di parole non chiarifichino un bel niente. Eppure la nostra lingua è ricchissima!!! Perché si continua ad usare le parole a vanvera? E sempre POCHE PAROLE, sempre meno?


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permalink | inviato da Nathan 2000 il 29/4/2011 alle 11:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa


6 aprile 2011

diritti COSA FARO' DA GRANDE (II).

Un aforisma piuttosto noto recita, più o meno, quanto segue: "Il Paradiso è quel luogo in cui la cucina è francese, i fabbricanti di birra tedeschi, l'amante è italiano (e ancora mi domando sulla base di quali parametri Ndr), i poliziotti inglesi e tutto è organizzato dagli svizzeri. L'Inferno è quel luogo in cui la cucina è inglese, i fabbricanti di birra francesi, l'amante è svizzero, i poliziotti tedeschi e tutto è organizzato dagli italiani".
Ho citato questo aforisma per stigmatizzare una caratteristica tipica dell'italica gente (valida a qualsiasi latitudine ed altitudine): la cronica incapacità di gestire l'organizzazione di qualunque situazione (dalla più semplice alla più complessa). O, forse, dovrei dire: la capacità di certi comitati d'affari (che hanno inquinato anche la politica) di occuparsi solo ed esclusivamente dei propri tornaconti dimenticandosi, altresì, di quelle che sono le esigenze del resto dei cittadini. E mi riferisco, penso sia intuitivo, a ciò che è successo nella gestione dell'emergenza immigrati in fuga dal Maghreb in fiamme (sulle cause di quest'incendio, per ora, preferisco non esprimermi... anche se, a dire il vero, ho le idee piuttosto chiare sulla situazione). Facevo, ieri sera, una riflessione su qualcosa che avevo "percepito" (in quanto spettatore distrattissimo e, probabilmente, scarsamente interessato a certe discussioni) guardando la puntata di Ballarò; ad un certo punto, è comparsa una cartina dello "stivale" con riempite in rosso le regioni che si erano "caricate" della propria quota di disperati da ospitare. Regioni che avevano approntato, con l'ausilio di VVFF e Protezione Civile, delle tendopoli che lasciano presupporre la provvisorietà dei campi di accoglienza... nessuna regione del nord (Liguria esclusa); Lazio e Toscana per il centro Italia. E, ovviamente, tutto il meridione! Non sono a conoscenza della locazione delle tendopoli in alcune regioni, ma conosco l'ubicazione delle suddette in tre delle regioni meridionali: la Basilicata (la mia regione, la Puglia e la Campania. Ora, quei quattro fedelissimi che vengono a farmi visita con commovente assiduità e quotidianità su questo blog, sanno che sono affetto da una malattia incurabile: il SOSPETTO!!! E la locazione di questi campi "provvisori" nei quali "stoccare" questi poveracci, sono:

  1. Per la Basilicata, il Comune di Palazzo San Gervasio (noto produttore di oro rosso... il pomodoro, per intenderci) ed a confine con un'altra area a vocazione produttiva della stessa filiera (terra di Capitanata, nel foggiano, dove da sempre si coltiva il pomodoro destinato all'industria conserviera).
  2. Per la Campania il Comune di Santa Maria Capuavetere (comune baricentrico rispetto a tutto l'agro Casertano-Partenopeo vocato alla medesima produzione agricola).
  3. Per la Puglia, il comune di Manduria (zona di produzione olivicola e viti-vinicola).

Ora, per esperienza personale, dato che vivo in Basilicata ed ogni anno, durante la stagione della raccolta del pomodoro si presenta, con puntualità teutonica, il problema di dove ospitare, in quel di Palazzo S. Gervasio, i lavoratori immigrati stagionali, mi prende il sospetto che tutta questa strategica disposizione dei campi di "accoglienza" (immaginate come ci si debba sentire in tenda... una situazione di precarietà non da poco!!!) non sarà mica finalizzata ad avere, in prossimità del periodo della raccolta nei campi, manodopera a basso costo pronta per l'impiego? E quando parlo di manodopera, mi vengono in mente subito i "caporali", mica i sindacati!!!!
Sì, il sospettoso-complottista-dietrologo-rompiballe che si è impossessato del mio corpo, pensa proprio questo. Un'organizzazione all'italiana (che lascia fuori il ricco nord da questa "magagna") che serve ai soliti comitati d'affari per avere schiavi a disposizione di coloro che, alla fine, trarranno profitti dal bassissimo costo di questi lavoratori. Organizzazione della quale, complici consapevoli o inconsapevoli i presidenti delle tre regioni, denota la solita cialtroneria di una classe imprenditoriale e politica incapace di provvedere a nulla che possa servire al bene comune. Ovvio che il nord si tenga fuori da queste magagne (siamo in periodo elettorale e... la sicurezza del nord presuppone che i "negher" stiano fora d'i ball (Bossi dixit). Salvo, poi, passato il periodo elettorale, prendersi qualche immigrato a lavorare per produrre "ricchezza" lassù, nel già straricco nord. Eh sì: tale Luigi Abete (già presidente di Confindustria anni fa) ieri sera ha ammesso che gli italiani che hanno perso il lavoro negli ultimi tre anni sono circa un milione (azzarola!!!!); ma questa perdita di posti è parzialmente compensata da seicentomila immigrati che hanno trovato lavoro nelle zone molto alte della penisola. Ecco, il solito discorso freddo e asettico: tutto sommato abbiamo perso solo 400.000 posti! Ma si sa: la matematica è fredda... perché quel milione di disoccupati, hanno comunque bisogno di mangiare!!! Chi glielo spiega a questi che, tutto sommato, il bilancio non è del tutto negativo perché 600.000 immigrati, che sono come la peste per il nord, hanno comunque trovato lavoro nel ricco nord?.
Voglio concludere questa mia delirante disquisizione sulla situazione nella quale "sguazziamo", con una dichiarazione di Aldo Pagnoncelli che ieri sera (con la solita aria sorniona e con un sorrisetto sarcastico sulle labbra), alla domanda di Giovanni Floris su come fossero cambiati gli orientamenti di voto degli italiani alla luce delle vicende giudiziarie e sessuali del premier, ha risposto come segue: "Sostanzialmente immutate. Chi è di sinistra continua a votare per la sinistra, chi è di destra continua a votare per la destra. Siamo, fondamentalmente, un popolo di tifosi".
Sono anni che non sono più un tifoso di calcio (forse non lo sono mai stato)... e sono anni che non sono più un tifoso politico, ma penso che sia necessario spogliarsi dei facili ideologismi e indossare i panni del progetto politico e delle idee che siano funzionali al bene pubblico.
Ecco, questo post è un riassuntino di quali pensieri mi vengono in mente tirando boccate al mio fido Toscano, la sera, per le vie della mia città.
IO, DA GRANDE, FARO' TUTTO CIO' CHE E' IN MIO POTERE PER OCCUPARMI DEL BENE COMUNE. E SE CI RIESCO IO, NONOSTANTE GLI IMPEGNI E IL POCO TEMPO A DISPOSIZIONE, SAREBBE AUSPICABILE CHE TUTTI COLORO CHE NON SI RICONOSCONO NELLO STILE DI VITA DI POCHI CIALTRONI CHE GUASTANO QUESTO PAESE, COMINCIASSERO A DOMANDARSI: COSA FARO' DA GRANDE? COSA HO INTENZIONE DI LASCIARE AI MIEI FIGLI?


13 marzo 2011

SCIENZA SONO INQUIETO!

Il titolo di questo post nasce da una riflessione che l'evento sismico verificatosi in giappone (seguito da onda anomala) ha acuito non poco, ma la riflessione ritorna, occasionalmente, da anni. Sono uno dei "fortunati" ad aver vissuto un evento sismico devastante in prima persona: Il terremoto verificatosi nel 1980, il 23 di novembre, tra Basilicata ed Irpinia. L'evento sismico fu valutato di magnitudo 7,2 (anche se, a dire il vero, l'entità della magnitudo oscilla tra i 6,9 ed i 7,4... misteri della scienza!!!). E fu una vera ecatombe tra danni ai fabbricati e vittime (2.914, per essere precisi). Oggi, tutto questo susseguirsi di immagini della furia della natura, fa ritornare a galla le mie riflessioni che, da un paio d'anni, come ho già sottolineato, ritornano. Il terremoto che mi ha visto spettatore (terrorizzato) poco più di 30 anni fa, fu provocato da una delle faglie più importanti dell'intero sud Italia (forse dell'intera penisola). Faglia che, in questi 30 anni, poco ha fatto sentire la sua presenza (a noi semplici cittadini, immagino, non ai sismologi o geologi che, sono certo, sono in continuo monitorare la situazione). Ciò vuol dire che, almeno per noi "comuni mortali", la faglia è in fase di accumulo di energia e ne sta scaricando poco o nulla, di questo accumulo. Ieri, mi pare di aver ascoltato un famoso sismologo (di cui non ricordo il nome) che rispondeva alle domande di un giornalista riguardo all'evento catastrofico giapponese. Una di queste domande è stata, più o meno, la seguente: "Cosa succederebbe, nel nostro paese, se si dovesse verificare un evento sismico come quello giapponese?". Lo scienziato ha risposto in maniera chiara: "Non ci voglio neppure pensare!!!".
Ecco, se sommo le due cose, una faglia che se ne sta tranquilla ad immagazzinare energia, e un sismologo che dice ciò che ha detto... ho ragione a dire che sono inquieto?


8 marzo 2011

POLITICA COSA FARO' DA GRANDE (I)

Lo so, non aggiorno questo mio spazio virtuale da fine ottobre... ci pensavo ogni sera, ogni sera che, pioggia o vento, cielo stellato o libeccio, mi aggiravo, per le vie del centro storico della Città con il mio fidato Toscano tra le labbra. E i pensieri sono tali e tanti che se volessi lasciarli tutti qui in un unico post, probabilmente non basterebbe una serata e all'imprudente viandante che dovesse capitare su questa pagina, si parerebbe dinanzi un post infinito tanto da indurlo ad andar via. E, visto che sono dotato di un minimo sindacale di narcisismo, la mia autostima andrebbe a farsi benedire, se dovesse capitare ciò! Allora mi ripropongo di scrivere ciò che mi passa per la mente quando le boccate di fumo si spandono per l'aria, ma spezzettando il discorso in più parti... magari qualcuno si fermerà a leggere!!!
Da dove comincio? Beh, dal fatto che, da qualche anno, ho deciso di imbarcarmi sulla nave della "partecipazione politica"! Ma Politica (maiuscola) vera, quella che ti prende e ti fa anche ingrossare il fegato perché, inevitabilmente, sei costretto a guardare la politica (minuscola) nella quale non ti riconosci, la politica che eviti come un virus letale. La politica che ci accompagna sui mezzi di informazione di massa da una quindicina d'anni o poco più!!!
Da qualche anno, dicevo, con una "manciata" di don Chisciotte (Cervantes mi perdonerà per l'irriverente citazione), sono impegnato in una battaglia che non so dove mi porterà! So, però, dove vorrei che mi portasse: ad una situazione locale e nazionale completamente differente da quella nella quale, purtroppo, da più di un quindicennio siamo impantanati.

La voglia di fare qualcosa per la mia terra, per la mia regione è diventata sempre più un'esigenza vitale. Chi non dovesse conoscere la mia regione, la Basilicata, deve sapere che, dalla fine degli anni '90, in questa regione, si estrae Petrolio. E queste estrazioni petrolifere, almeno nelle "chiacchiere" degli amministratori e politici locali, avrebbero dovuto portare questa regione a condizioni di ricchezza (non amo questo termine perché viene usato  impropriamente e per ingannare) le quali, a distanza di più di 13 anni, non si vedono. Nè si vedono quei posti di lavoro che l'oro nero avrebbe dovuto portare a questa terra! Si vede soltanto il bilancio negativo di 3.000 giovani che vanno via senza neppure l'intenzione del ritorno... perché, cosa ritornerebbero a fare?
Qualche giorno fa, i maggiorenti della politica (da questo momento in poi, la parola sarà scritta con l'iniziale minuscola ogni volta che mi riferisco alla politica che tutti dobbiamo subire) hanno organizzato una tre giorni di conferenza su Petrolio ed Ambiente!!! Il presidente della mia regione, la Basilicata, Vito De Filippo, ha voluto questa conferenza, con relatori persone più o meno legate alle compagnie petrolifere. Ha avuto anche l'ardire di parlare di confronto con le organizzazioni ambientaliste... confronto che, nei fatti, non è avvenuto quasi mai. Perché il dibattito (così lo chiamavano in conferenza) era limitato ad una domanda secca che in pochi potevano fare!!! Ma la cosa che più mi ha lasciato l'amaro in bocca (ma anche una specie di sorriso sarcastico) è stata la conclusione del Governatore, che si è riempito la bocca di una frase che tutti conosciamo, ma che dalla sua bocca acquista un sapore amaro. Cosa ha detto, il governatore? Ha detto: "La nostra terra l'abbiamo avuta in prestito dai nostri figli, ed è a loro che dovremo restituirla". Detta così, direi, ha il sapore della beffa. Perché nella tre giorni di conferenza, nulla è stato detto sui problemi di impatto ambientale che l'oro nero inevitabilmente crea laddove si procede con le estrazioni selvagge! Nulla di ciò che le estrazioni e coltivazioni (nonché la prima raffinazione) petrolifere possono causare a livello di salute dei cittadini a contatto con i pozzi ed il centro oli.
Vado a concludere questa prima tranche del mio delirio, sottolineando il fatto che il mio volermi calare nella partecipazione Politica, nasca dalla stessa frase del Governatore De Filippo: voglio fare qualunque cosa per restituire la terra in cui sono nato e cresciuto migliore di come mia figlia me l'ha prestata!!! Cosa farò da grande? Ci metterò tutto l'impegno possibile per mantenere questa promessa. Ho cominciato con problemi ambientali ed ho scoperto che i problemi ambientali non sono assolutamente "sciolti" da altre problematiche che solo la politica può risolvere. E io, alla fine, ho deciso che per risolvere queste problematiche, l'unica possibilità che c'era era l'impegno politico. Concludo questa prima elucubrazione dei miei pensieri dicendo: da grande voglio riuscire a dire: Ho contribuito al miglioramento della mia terra e del mondo!


Il tutto, ovviamente, con un gruppo (o movimento, fate voi) che si chiama
Comunità Lucana - Movimento no oil.


27 ottobre 2010

POLITICA EMERGENZA RIFIUTI? NO, GRAZIE!

Per i miei tre (o quattro) lettori, posto anche qui l'articolo scritto sul blog del Comitato no oil Lucania:

Si parla di rifiuti e discariche, da qualche tempo, in questa Regione. Se ne parla, il più delle volte, in maniera a dir poco tendenziosa… nel senso che, si vorrebbe inculcare nella gente, l’idea che in Basilicata si è prossimi ad una situazione critica – se non d’emergenza – che richiede soluzioni “tampone” in attesa della messa a regime dei vari Piani Rifiuti redatti dalle Province.

Per chiunque abbia voglia di leggere qualcosa sull’argomento, vi sono vari articoli presi dal sito della Regione Basilicata:

http://www.basilicatanet.it/basilicatanet/site/Basilicatanet/detail.jsp?sec=1005&otype=1012&id=539213&value=AGR

http://www.basilicatanet.it/basilicatanet/site/Basilicatanet/detail.jsp?sec=1005&otype=1012&id=539235&value=AGR

http://www.basilicatanet.it/basilicatanet/site/Basilicatanet/detail.jsp?sec=1005&otype=1012&id=539243&value=AGR

Inoltre, abbiamo anche un’interrogazione del Consigliere Mario Venezia sull’”annoso” problema.

Interrogazione Venezia su discarica di La Martella

26/10/2010 16:49

Presentata dal consigliere del Pdl una interrogazione per conoscere le motivazioni che hanno indotto il Presidente della Giunta a decidere in merito al conferimento presso la discarica di La Martella dei rifiuti urbani di Potenza

ACR

“Dure le proteste a Matera dopo che il Presidente della Giunta regionale della Basilicata ha disposto il conferimento, in sei mesi, di 4.392 tonnellate di rifiuti urbani nella discarica di La Martella provenienti dalla zona di Potenza centro, che riunisce numerosi comuni del potentino, ed in particolare dalla stazione di trasferenza di Tito Scalo”. Ad evidenziarlo il consigliere regionale del Pdl, Mario Venezia.
“Dalla scorsa settimana – continua Venezia - due camion, quotidianamente, trasportano i rifiuti urbani del capoluogo di regione nel capoluogo materano, innescando così la protesta dei cittadini della zona, già esausti per le esalazioni provenienti dall’area della discarica. La mia preoccupazione – dice Venezia - come quella dei cittadini materani è dovuta, inoltre, alla temuta saturazione della discarica per i lavori di ampliamento di questa e, non ultimo, per la paventata realizzazione di una nuova discarica e di incenerimento dei rifiuti anche presso gli impianti di biomassa ed i cementifici I cittadini in accordo con la Ola (Organizzazione Lucana ambientalista) ormai presidiano la discarica giorno e notte con un gazebo montato davanti all’ingresso di La Martella”.
“Ho presentato – comunica il consigliere - un’interrogazione urgente per conoscere le motivazioni che hanno indotto il Presidente della Giunta ad emettere l’ordinanza e per comprendere quali siano le reali cause che hanno indotto la Regione a non varare un piano dei rifiuti in linea con i tempi ed idoneo ad evitare situazioni incresciose simili a quelle della vicina Campania. I cittadini – conclude Venezia - sono stanchi ed esausti, sia per il continuo sperpero di denaro pubblico, sia per il palese e minimizzato rischio per la salute di un’intera comunità costretta a convivere con cumuli di rifiuti”.

A noi di Comunità Lucana – Movimento no oil, tutta questa diatriba risulta stucchevole. E il fatto che, in tutta questa vicenda, si riesca anche a strumentalizzare l’antico “campanilismo” che impera tra i due capoluoghi, ci dispiace non poco! Il campanilismo, a nostro avviso, dovrebbe essere la “nota di colore” presente in luoghi come il XXI Settembre a Matera, o l’Alfredo Viviani a Potenza… e sempre nei limiti di un bonario “sfottò”! Mai in termini di manifestazioni di odiosa violenza di cui le opposte tifoserie pure sono state protagoniste.

Ecco, fare in modo che le antiche “ruggini” tra cugini possano essere sfruttate, alla fine, per realizzare ciò che da tempo andiamo paventando e denunciando, è cosa che ci preoccupa non poco… qualcuno parla a vanvera di situazioni simili a quelle della discarica di Terzigno!!! Andiamoci piano con certi paragoni!!! Perché due camion al giorno non sono neppure paragonabili ai 30-40 al giorno della discarica campana!!! Non è che si cerca di creare climi allarmistici e avvelenati per poi, risolvere tutto con una bella “spalmata” di inceneritori (Termovalorizzatori è una parola insulsa e falsa) che possano, ancora una volta, rendere questa regione invivibile? Abbiamo paura che questa situazione, strumentalizzata a dovere, altro non sia che il Cavallo di Troia per l’ennesima conquista del nostro territorio.

Ma stiano tranquilli tutti: abbiamo la nostra proposta: Un piano Rifiuti studiato nei minimi dettagli che, nel giro di qualche giorno, presenteremo alla stampa!!! Una volta presentata la nostra proposta, sarà facile capire come tutta questa vicenda, altro non è che l’ennesimo tentativo di fare di questa Regione un qualcosa che poco ha a che fare con le sue peculiarità principali. E vedremo cosa saranno capaci di inventarsi per denigrare, svilire o, addirittura, “cestinare” una proposta che, da parte nostra, ha richiesto mesi di lavoro e studio!!!

A presto, con la presentazione del nostro piano Rifiuti. Nel frattempo, vogliamo sperare che non si strumentalizzi ulteriormente una situazione che nulla ha a che vedere con l’emergenza Campana, e ancor meno ha a che spartire con la situazione Potenza contro Matera!!!


19 ottobre 2010

diritti La Prof.ssa Albina Colella a capo dell’associazione per la tutela della salute.

Con grande piacere, pubblico il comunicato stampa della neonata associazione (di cui mi onoro di far parte) e già pubblicato sul Quotidiano della Basilicata.

E’ nata a Potenza l’associazione per “la tutela della salute Basilicata” che ha la finalità di promuovere la salvaguardia e la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini.  Alla luce delle sempre più frequenti denunce che si levano sullo stato dell’inquinamento del territorio lucano e sul record di malattie tumorali in Basilicata, l’Associazione si prefigge di fare chiarezza su tali allarmismi, di capire quello che realmente accade e di fornire una sintesi efficace semplice ed immediata fruibile ai cittadini. Allo scopo l’Associazione promuove la verifica che i parametri di impatto sull’aria, , suolo rientrino nei limiti di norma e verifiche eziologiche dei dati epidemiologici. L’Associazione inoltre: 1) intende agire civilmente per la tutela, la salvaguardia e la conservazione del diritto alla salute dei cittadini che risiedono, lavorano, dimorano in Basilicata; 2) si propone di dare la massima collaborazione ad enti ed organismi locali,regionali, nazionali e internazionali e interagisce con comitati, associazioni e persone fisiche o giuridiche; 3) promuove azioni di comunicazione; 4) esercita funzioni di sorveglianza e sdtimolo. Presidente dell’associazione é stata eletta Albina Colella professore ordinario di Geologia dell’Università della Basilicata. Tra i soci ci sono esperti in ingegneria, geologia, chimica, biologia, medicina dell’ambiente nonché avvocati, giornalisti e ufficiali di polizia esperti in reati in materia ambientale. Le iscrizioni sono aperte a tutti coloro che siano effettivamente sensibili e attenti alle problematiche e siano pronti anche ad impegnarsi in una logica di servizio sociale, mettendo a disposizione la propria professionalità e tempo.Per iscrizioni si può fare riferimento al sito facebook e alla mail colella@horatiocat.com.
La mia speranza è che questa associazione possa crescere tanto...


5 ottobre 2010

POLITICA NON SI MOLLA... MAI!!!

Il tardo pomeriggio di ieri è trascorso con una passeggiata per Via Pretoria (per i non potentini, si tratta del corso pedonale del centro storico del Capoluogo lucano) in compagnia delle mie donne! Si sa; durante lo "struscio", può capitare di imbattersi in amici, conoscenti; scambiare chiacchiere più o meno inutili, opinioni (più o meno opinabili). Perché questo preambolo? Semplicemente perché ieri, poco prima di ritornare a casa per la cena, mi è capitato di intrattenermi in chiacchiera con uno dei miei amici di vecchissima data (praticamente ci conosciamo da sempre). La chiacchiera è partita dalla situazione grottesca e assurda delle mense scolastiche della mia città, e si è sviluppata su altri temi di discussione riguardanti l'intero ambito regionale. E si è finito col parlare di come, nonostante i sanguinosi "prelievi" fiscali cui veniamo sottoposti, la situazione dei servizi che si ricevono in cambio è pressocché drammatica!
Voglio, però, parlare di una problematica che la discussione di ieri sera ha portato a galla: quasi senza pensarci, si è arrivati alla conclusione che la classe politica dominante (non c'entrano destra e sinistra, in questo caso: c'è un "inciucio" ormai chiaro tra maggioranza e opposizione!!!), vale a dire la classe politica "TUTTA", di questa regione, pare considerare le esigenze dei cittadini come un fastidio! Anzi, dirò di più: ieri sera, il mio amico di vecchia data, mi ha detto che la sua idea è che la nostra classe dirigente stia lavorando per convincerci, quanto prima, ad abbandonare questa terra. Ed ha aggiunto che, una volta che i suoi figli dovessero decidere di spostarsi di qua per andare a studiare fuori, anche lui prenderà la decisione di andar via!

Ecco, ciò che la maggior parte delle persone che abitano in questa regione pensa, è proprio questo: andar via, perché questa regione non offre nulla! Si va alla media di 3.000 persone all'anno che vanno via (per non farvi ritorno), senza che la politica (lettera minuscola d'obbligo) abbia la benché minima intenzione di porre rimedio a questa emorragia. E, una volta che gli abitanti di questa regione fossero diventati 2-300.000, tutti ben soggiogati dalle logiche clientelari, i potenti locali potrebbero fare di questa terra ciò che vogliono!

Io non ci sto! Non voglio andare via da questa regione per forza!!!! Mi piacerebbe che mia figlia, tra una quindicina d'anni, decidesse di trasferirsi da qualche altra parte per scelta, non per forza! E la stessa cosa dicasi per il sottoscritto.

Per questo non mollo!!!! Non si deve mollare mai!!!! Perché non si può sottostare a tutto questo "ciarpame" politico amministrativo!

Io ho scelto di fare la mia battaglia con Comunità Lucana - Movimento no oil proprio perché ritengo che sia giusto far sì che in questa regione ritorni un minimo di democrazia! Che i diritti dei cittadini rimangano tali, e non vengano elargiti come "favori" dal potente di turno.

Rimanere e lottare per tutto ciò! NON SI MOLLA... MAI!!!


4 ottobre 2010

SOCIETA' ANCORA IL PROBLEMA MENSE SCOLASTICHE NEL COMUNE DI POTENZA.

Copia - incolla dal sito istituzionale della Regione Basilicata (è una mia fissa… ma il conflitto di interesse mio personale me lo voglio giocare tutto)

Comune Pz, Molinari: come riattivare la mensa scolastica

03/10/2010 09:48

BAS
“Siamo disposti a votare subito una variazione di bilancio per destinare i fondi necessari a far ripartire le mense nel Comune di Potenza. Si dovrebbero recuperare almeno 200 mila euro per la riattivazione del servizio.” Lo hanno detto, nel corso di una conferenza stampa ieri mattina, i gruppi di opposizione in seno al Consiglio comunale di Potenza che hanno illustrato ai giornalisti la loro proposta per garantire il servizio mensa nel capoluogo. Presenti all’incontro con la stampa il Coordinatore dei gruppi di opposizione Giuseppe Molinari, i consiglieri Angelo Laieta (Dec), Antonino Imbesi (Pdl), Francesco Fanelli (Pdl), Salvatore Lacerra (Mal), Giuseppe Ferraro (I Socialisti).
“I fondi necessari per riattivare la mensa nelle scuole del capoluogo– hanno spiegato - potrebbero essere recuperati dalle spese previste per le opere pubbliche non ancora appaltate. L’amministrazione di Potenza avrebbe dovuto affrontare la questione già da luglio in quanto – hanno continuato i consiglieri di minoranza - era già a conoscenza del debito storico e dei tagli che hanno riguardato tutti i comuni, tra i quali forse Potenza è l’unico dove non è ancora partito il servizio per le mense scolastiche. Questo problema riguarda numerose famiglie molte delle quali pagano il servizio mensa sia negli asili paritari che in quelli comunali e statali”.

“Il Comune di Potenza – hanno sottolineato – avrebbe potuto trovare una soluzione diversa con il gestore del servizio anche chiedendogli di riprendere il lavoro, solo temporaneamente senza soldi”.

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La proposta di Molinari (e di tutti gli altri rappresentanti dell’opposizione) sembrerebbe sensata. Magari avrà preso le sue informazioni sul Patto di stabilità che incombe sulla Regione, e avrà, almeno per ora, abbandonato l’idea di chiedere aiuto al massimo organo istituzionale territoriale! Ma la mia riflessione vuole spingersi ben oltre l’emergenza. Da troppi anni ascoltiamo autocelebrazioni del Sindaco (e del suo seguito, in Comune e fuori) su ciò che si è fatto e ciò che ancora si deve fare. Sembrerebbe, in piccolo, ciò che avviene a livello nazionale… dove abbiamo il Capo del Governo (e i suoi uomini, fuori e dentro il governo) che continuano a parlare di “Governo del fare”, elencando “millanta” provvedimenti e decisioni mentre, purtroppo per noi, il paese non se la passa assolutamente bene! Identica cosa (fatte le dovute proporzioni) accade nella nostra città: un Sindaco che non perde occasione per “strombazzare” ai quattro venti tutte le opere e decisioni prese per il bene di questa città… salvo, poi, rendersi conto di quanto, invece, le cose non vadano proprio come dovrebbero. Un’”amministrazione comunale del fare” che mi fa sorridere. Eh sì! Perché tutti stiamo a dare addosso al Ministro Gelmini per come sta provando a “demolire” la scuola pubblica, senza voler vedere che, in casa nostra, non è che la situazione sia messa meglio. Perché se si parla di servizio mensa che non parte nelle scuole del capoluogo (per una presunta “distrazione” in fase di redazione del bilancio, pare), e sulla Città di Potenza aleggia un ulteriore spettro, riguardante il servizio “Scuolabus”, allora vuol dire che le cose non differiscono rispetto alla situazione nazionale. Eppure, a ragionarci su, il colore politico delle due realtà dovrebbe (a questo punto il condizionale è d’obbligo) essere differente!!! Ma i risultati, che sono sotto gli occhi di tutti, paiono esattamente gli stessi. A una reiterata promessa di conclusione dei lavori sulla Salerno - Reggio propagandata dal Premier, fa eco, a livello locale, un “favoloso” Nodo Complesso che dovrebbe risolvere i problemi della viabilità cittadina… anche se, magari, non abbiamo ancora sentito parlare di potenziamento di quel servizio pubblico dei trasporti che dovrebbe completare le opere di collegamento verticale (Ponte attrezzato e scale mobili varie) e che, quello sì, potrebbe risolvere il problema del traffico cittadino!!!

Insomma: se il Governo nazionale, di Centrodestra, ci parla di ciò che non si percepisce, dimenticandosi di parlarci di ciò che, invece, si percepisce benissimo, uno si aspetterebbe che un Governo locale di Centrosinistra, dovrebbe andare in direzione differente. A quanto pare, non è così! Intanto, non abbiamo ascoltato, almeno finora, nè il Sindaco, nè gli assessori responsabili, pronunciarsi sul problema delle mense scolastiche. Eppure il malcontento di tantissimi genitori che stanno “subendo” la situazione, è palpabile!!! Come se ne verrà fuori?

Antonio Bevilacqua

L'articolo è anche sul Blog del Comitato no oil Lucania.


2 ottobre 2010

SOCIETA' MENSE SCOLASTICHE: LA PESSIMA FIGURA DEL COMUNE DI POTENZA!

Questo è un post che ho scritto per il blog del Comitato no oil lucania. lo riporto "paro paro" a delizia (o tedio) dei miei quattro o tre lettori. 

Prima di iniziare questo articolo, voglio premettere una cosa importante: sono padre di una bimba di 4 anni che frequenta la Scuola dell’Infanzia (quello che una buona parte di noi continua a chiamare Asilo). Pertanto chi legge sappia che è possibile (anzi, è matematicamente certo), da parte mia, un coinvolgimento piuttosto personale in tutto ciò che andrò a scrivere (qualcuno potrebbe chiamarlo “Conflitto d’interesse”… mi sta bene!!!).

Voglio premettere, ancora, che l’unico articolo sull’argomento che mi è capitato di trovare sul sito della Regione (nonostante la protesta e il malcontento dei genitori potentini stia montando da diversi giorni) è il seguente

Mense scuole, domani conferenza dell’opposizione Comune Pz

01/10/2010 18:41BAS

Domani 2 ottobre ore 10,30 nella sala delle Commissioni nel Palazzo del Consiglio Comunale di Potenza, in piazza Matteotti, i gruppi di opposizione in seno al Consiglio comunale incontreranno la stampa alla quale presenteranno idee e proposte per la riattivazione della mensa scolastica nelle scuole del capoluogo.

Esprimendo, con fermezza, il disappunto per il disinteresse che la testata istituzionale ha dimostrato nei confronti di tutta questa vicenda, mi preme affermare che, almeno per me, per Comunità Lucana - Movimento no oil, per i membri dell’opposizione in Consiglio Comunale e per un congruo numero di genitori che si trovano in una situazione di disagio non da poco (per la venuta meno, almeno per ora, di un servizio essenziale), l’argomento meritava un tipo di trattamento piuttosto differente da quello che, invece, c’è stato. Al Tg3 Basilicata abbiamo potuto vedere (e ascoltare), nell’edizione delle ore 14.00, quelle che sono le posizioni e le informazioni che sono venute fuori dalla conferenza stampa che si è tenuta questa mattina. Sostanzialmente, abbiamo potuto scoprire che, per quanto riguarda le mense scolastiche, in bilancio non era prevista alcuna cifra!!! La cosa mi ha lasciato del tutto basito… eh sì?!? Perché non si tratta di una voce di bilancio di quelle che possono sfuggire: dal momento che, almeno a rigor di logica, un servizio come quello delle mense scolastiche è un servizio che ritorna periodicamente ogni anno, nell’organizzazione di un Comune che possa definirsi “moderno” e, aggiungerei, civile! E’ inspiegabile, per il sottoscritto, che in fase di bilancio preventivo ci sia potuta essere una dimenticanza del genere!!! E’ come se un qualunque padre di famiglia si dimenticasse di mettere in conto, nel bilancio familiare, le ipotetiche spese da sostenere per il Vitto dei membri di detta famiglia! Assurdo, quindi, ciò che ci è toccato ascoltare oggi!!!

Ma non vogliamo essere i soliti “sfascisti” di turno (già ce lo sentiamo dire quotidianamente…); attendiamo, a questo punto, che il Sindaco Vito Santarsiero e l’assessore al bilancio, Federico Pace ci chiariscano la situazione.

Ad onor del vero, il Tg3 ha già provato a spiegare che la situazione debitoria del Comune è di quelle da non sottovalutare; ma il servizio ha voluto fare anche più di quello che avrebbe dovuto fare: e cioè solo ed esclusivamente informazione! Perché tirare fuori “storie” che, probabilmente sono già state tirate fuori un numero illimitato di volte dal Sindaco (come l’accusa, giusta o meno poco importa, di una situazione finanziaria piuttosto disastrosa ereditata dall’amministrazione precedente, con svariati milioni di euro di debiti) ci è sembrata una cosa che esula dal dovere di un servizio giornalistico!!! Le accuse alle amministrazioni precedenti sono una prassi di qualunque amministratore, lo sappiamo; una testata giornalistica dovrebbe limitarsi a dare le informazioni. Il servizio di oggi, invece, mi pare che andasse oltre la semplice informazione di una situazione debitoria di circa 140 milioni di euro.

Comunque, tanto per concludere questa “digressione”, direi che siamo in attesa di chiarimenti da parte dell’amministrazione comunale che vadano al di là delle semplici accuse alle precedenti amministrazioni!!!

Ah, tanto per aggiungere altre problematiche alla già pesante situazione: Qualcuno ha ventilato l’ipotesi di un intervento della Regione Basilicata nella questione. Si sentono, in giro, voci di possibili fondi che verrebbero da Viale Verrastro per tamponare il problema. Ora, il sottoscritto, per lavoro, ha a che fare anche con erogazioni della Regione Basilicata. Siamo in un periodo di “Patto di Stabilità”. La Regione sta “centellinando” gli accrediti a tutti gli enti che erogano pagamenti… si può pensare che la Regione, che già ha parzialmente chiuso i rubinetti nei confronti di enti per i quali i fondi erano in poste di bilancio, possa aggirare il patto di stabilità per provare a tamponare la situazione? Io ho il sospetto che ciò non sia molto facile. Se qualcosa potrà venire da parte del massimo organo istituzionale regionale, questo verrà con l’anno nuovo!

Nel frattempo? I bimbi delle scuole dell’infanzia e delle scuole primarie cosa dovranno fare? Portarsi un panino per calmierare i morsi della fame e ritornare a pranzo a casa? Ma, soprattutto, cosa potranno fare quei genitori (e sono tantissimi) che, lavorando entrambi, non potranno fare i salti mortali per lasciare il lavoro e andare a prendere i figli a scuola alle 13,30? E tutto ciò, presumibilmente, fino all’anno nuovo?

Siamo in attesa di conoscere cosa accadrà (e il sottoscritto è interessato personalmente alla soluzione di questo problema)!!!

Antonio Bevilacqua.


26 settembre 2010

diritti TRIVELLAZIONI NEI CALANCHI? OPPONIAMOCI!!!!

Articolo scritto sul blog del comitato no oil lucania, che riporto anche su questa mia pagina virtuale a "tedio" dei miei quattro (o tre... ho perso il conto) lettori!

Grazie ad un'amica di Facebook (che per ora non menziono) mi è giunta la seguente comunicazione:

Il 30 settembre, fra pochi giorni, scade la possibilità di contestare la VIA, Valutazione di impatto ambientale, presentata dalla società mineraria Medoilgas Civita Ltd, per un nuovo pozzo in un'area particolare dei calanchi. Particolare sia per i grani, gli oli e gli allevamenti prodotti e sia per la presenza, in questa area unica della Basilicata, che è quella che circonda tutta la valle del Cavone/Salandrella, di importanti aree geologiche (uno strato di Pleistocene medio di rara purezza geologica e riconosciuto a livello mondiale) e architettoniche (masserie fortificate). In più, è oramai sempre più conclamato, che tutta la filiera degli idrocarburi è cancerogena a tal punto che lo Stato della California ha preteso dalle maggiori compagnie petrolifere anglo-americane di certificare, a tutela dei cittadini californiani, l'esistenza di questo rischio dalla ricerca del petrolio fino al pieno di benzina nella nostra auto (allego il Warning americano). Se le compagnie petrolifere certificano che la loro filiera è cancerogena per i cittadini californiani, probabilmente lo è anche per noi lucani e per noi italiani.
Tutta questa premessa per chiedere, a chi è d'accordo, di stampare l'allegato del warning e l'allegato di contestazione alla Via per pozzo fiume Cavone 1 dir (quest'ultimo è da firmare) e di spedirli entro il 30 settembre (ripeto, il 30 settembre), alla Regione Basilicata, ufficio compatibilità ambientale, Dipartimento ambiente, via V. Verrastro, 85100, Potenza.Può essere spedito da chiunque, cittadino o associazione o ente pubblico, anche se abitano a Canicattì, Marsala e Domodossola.

Come Comitato no oil e come Comunità Lucana - Movimento no oil diffondiamo la notizia; pubblichiamo (sempre grazie all'amica di cui sopra) il modello da stampare e firmare:

_____________________________________________________________________________________________

Alla Regione Basilicata

Ufficio compatibilità Ambientale

via V. Verrastro

85100 - POTENZA

Oggetto: Opposizione alla procedura di VIA per pozzo di esplorazione “fiume Cavone 1 dir” in territorio di Pisticci, Permesso di ricerca Montalbano, Regione Basilicata, depositata il 30 luglio 2010 all’Ufficio Compatibilità ambientale del Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata, dalla Medoilgas Civita Ltd, con sede a Roma in via Cornelia 498.

Lo scrivente si oppone alla VIA in oggetto per i seguenti motivi :

L’area dei Calanchi oggetto di trivellazione e ricerca petrolifera è individuata come area unica per le sue caratteristiche naturalistiche ed è destinata a diventare un parco naturalistico per il quale, da decenni, si battono cittadini e associazioni. Già esiste un progetto di riserva naturalistica promosso dalla stessa Regione Basilicata che interessa una parte dell’estesa area dei Calanchi e che si chiama Parco del Geosito dei Calanchi di Montalbano. La Regione ha già pronto un Ddl per questa area che è la stessa della concessione Montalbano dove si vuole ora ricercare e poi perforare col pozzo di esplorazione Cavone 1 dir. È stata richiesta l’area protetta per il Parco dei Calanchi del Geosito di Montalbano Parco del Geosito perché in questa zona, tra i calanchi sedimentati in milioni di anni, è stata trovata un’era geologica risalente al Pleistocene Medio, 1 milione di anni fa, di una tale purezza geologica e di stratificazione, che è in concorrenza con un sito in Nuova Zelanda per il titolo di Chiodo d’Oro. Un prestigiosissimo riconoscimento internazionale di geologia che consente a chi lo possiede di essere riportato in tutti i testi odiali come area di riferimento per studiare la perfezione della sedimentazione millenaria. Va da sé che se non avrà il Chiodo d’Oro, l’area dei calanchi dove vuole perforare la MedoilGas, sarà il secondo sito al mondo. È uno dei motivi per cui questa area dei calanchi, ma in generale, tutta l’area calanchiva, è costantemente visitata dagli scienziati di mezzo mondo. Questa area dei calanchi è la parte orografia di questa regione che più la caratterizza all’interno e all’esterno dei suoi confini. Tanto che anche enti pubblici, come la Comunità Basso Sinni, nell’approntare tavole turistiche e la cartellonistica stradale per indicazioni turistiche, definisce i Calanchi lucani come “il luogo dell’anima della Basilicata”.
Le Università di mezzo mondo, dopo la scoperta dello strato di Pleistocene Medio nell’area dei dintorni calanchivi di Montalbano Jonico, stanno studiando gli interi 600 kmq dell’intera area calanchiva lucana.
Inoltre, il parco e la tutela del territorio sono propedeutici allo sviluppo di un indotto turistico di eccellenza e al mantenimento di una agricoltura di qualità del territori, economicamente molto più redditizia di qualsiasi royalites a tempo determinatoda elargire ai territori, anche perché, per i pozzi già estrattivi in Val Basento, area attigua e confinante con quella dei calanchi, le royalites non superano i 100 mila euro annui in totale, per tutti i comuni già interessati dall’estrazione mineraria. mentre tutta l’area calanchiva, non solo è coltivata da millenni, ma è area di produzioni di pregiate e antiche e locali qualità di grano (Mayorca, Svevo, Cappello, Carosello) che nel vicino Parco del Pollino, utilizzando il marchio dell’area protetta, rappresentano un’opportunità economica e di traino turistico elevato. Anche gli ulivi sono secolari e pregiati, come l’oliva Maiatica di Ferrandina, prodotto di un Presidio Slow Food. L’area produce anche pregiate pere locali e soprattutto, ha un’arancia tardiva, la Staccia di Tursi Montalbano, che è entrata a far parte dell’Arca dei Sapori di Slow Food ed è candidata ad entrare anch’essa nel Presidio dell’importante e internazionale organismo di tutela di Carlo Petrini.
Inoltre, in tutta l’area dei calanchi, oltre alla originalità orografica e geologica e agricola, insistono diverse masserie fortificate, da Montalbano, a Pisticci, a Ferrandina, a Craco, ad Aliano (dove c’è la casa e la tomba di Carlo Levi), Santarcangelo, Missanello e Stigliano. Che tutti insieme compongono l’intero territorio dei Calchi lucani, conosciuti anche dagli autori delle mappe di Google Heart e dalla stessa Regione Basilicata, visto che ha un progetto di totale protezione dell’area che si chiama Parco dei Calanchi e degli Ulivi della Basilicata. Esiste anche un progetto di tutela e di percorso turistico delle masserie fortificate dell’area.
È risaputo che turismo ed agricoltura non si conciliano affatto con le ricerche e le estrazioni petrolifere perché inquinano le falde freatiche, i terreni e l’aria circostante e generano tumore. Le maggiori compagnie petrolifere americane e inglesi, hanno infatti sottoscritto con lo Stato della California, un warning sul rischio cancerogeno di tutta la filiera degli idrocarburi, dalla ricerca all’immissione nei serbatoi delle auto nelle stazioni di servizio.
L’area è anche nota a livello internazionale come la “TERRA DEI RAPACI”, visto il numero e la tipologia di razze e varietà di falchi e falconidi, molti di questi protetti dalle leggi dello Stato ed europee.
L’area è anche dedita al pascolo e all’allevamento sia di razze generali che delle mucche tipiche podoliche e del suino nero lucano.

Inoltre ancora: nella VIA presentata:

-Non è stato redatto alcuno studio sulle falde acquifere superficiali e sotterrane;

-Non sono definite nella procedura di Via le sostanze chimiche da utilizzare per la perforazione né gli esplosivi che utilizzeranno per procurare onde sismiche per l’indagine del sottosuolo, né che tipo di rifiuti verranno prodotti, la loro classificazione, le quantità che finiranno nel terreno e quelle generate complessivamente nelle operazioni di ricerca petrolifera;

-I prodotti chimici utilizzati per le trivellazioni e per sciogliere la crosta terrestre ,nonché i fluidi e i fanghi di perforazione lavorati con sostanze chimiche (in molti casi è stata gia dimostrata la loro natura tossico e nociva) costituiscono pericolo per le falde acquifere dei Calanchi, la cui area, oltre alle peculiarità già elencate, ospita il più grande bacino idrico sotterraneo della Regione Basilicata, superiore agli stessi invasi artificiali di cui la Basilicata dispone;

- Non è definita la quantità e qualità dei rifiuti tossici, speciali e petroliferi che la ricerca di idrocarburi produrrà e come sarà effettuato lo smaltimento di tali prodotti;
- Non è definita la qualità e la quantità degli inquinanti che rimarranno nel sottosuolo e soprattutto nell’aria che ricadrà per l’effetto camino nei campi adiacenti;

- Non è definita in caso di esito positivo l’attività estrattiva, le quantità di rifiuti liquidi e gassosi e dei fanghi petroliferi che rischiano di essere assorbiti dall’ambiente esterno;.

- Non esiste nessuna garanzia contro l’inquinamento della falda superficiale a seguito trivellazioni petrolifere e dei pozzi d’acqua da cui le abitazioni nei pressi dell’area di trivellazione emungono acqua di tipo sanitario, agricolo e per gli allevamenti;

- Non esiste un piano di emergenza esterno per le popolazioni locali e per tutelare il territorio e l’ambiente circostante. Un pozzo petrolifero è da considerare come un impianto ad alto rischio, per scoppi, microsismi, subsidenze, inquinamento delle acque, del suolo e dell’aria.;

- Non esiste una rete di monitoraggio regionale locale che controlli gli inquinanti petroliferi e pubblichi periodicamente dei dati che tranquillizzino le popolazioni sullo stato di aria, acqua a seguito delle estrazioni petrolifere;

- Non esiste alcuna garanzia economica da parte dell’esercente del pozzo petrolifero su possibili risarcimenti derivanti da danni a cose e persone o all’ambiente circostante;

- Le opere per realizzare la piattaforma di trivellazione, anche per i soli permessi di ricerca, riguardano muri e gettate di cemento, realizzazioni di recinzioni e l’installazione di una enorme torre petrolifera, in ogni comune chi deve realizzare un piccolo muretto deve chiedere una regolare concessione edilizia al comune interessato, beni ambientali, paesaggistici e pagare una serie di oneri. Per cui non possiamo avere due pesi e due misure, ossia il cittadino è oberato da mille permessi e una società petrolifera ha una VIA dalla Regione solo per presa visione del comune interessato;
- L’opera è da considerarsi molto impattante e la semplice affissione all’albo pretorio dell’avviso VIA senza informare correttamente la popolazione ad esempio attraverso una assemblea pubblica e/o audizione pubblica è contro ogni regola di democrazia e partecipazione sociale.

Certi di un Vostro valido riscontro e dell’attenzione che Vorrete prestare alle nostre osservazioni, in attesa di una bocciatura, si inviano cordiali saluti.

FIRMATO

L'auspicio è che siamo in tantissimi ad inviare ENTRO IL 30 SETTEMBRE il documento firmato!

Antonio Bevilacqua.



1 settembre 2010

LAVORO FIAT SATA E FABBRICHE ITALIA VARIE.

Pubblico un post che ho scritto sul blog del Comitato no oil lucania

Dal sito istituzionale della Regione Basilicata (che con la nuova veste sembra funzionare a singhiozzo) copio e incollo il seguente articolo

Fiat, Navazio (Ial): “Marchionne mi ha convinto”.

30/08/2010

ACR“Con franchezza affermo che Sergio Marchionne mi ha convinto. E non mi spaventa il giudizio che scatenerà tale affermazione”. E’ quanto afferma in una nota sul caso Fiat il capogruppo di “Io amo la Lucania” in Consiglio regionale, Alfonso Ernesto Navazio, a parere del quale l’incipit che l’amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne ha pronunciato giorni fa a Rimini al meeting di Comunione e Liberazione (“Quello che ho sempre cercato di fare, a costo di passare per rude, è parlare in modo chiaro e diretto, senza la presunzione di avere la verità in tasca, ma con la convinzione che l’onestà intellettuale sia il modo migliore per dare il proprio contributo e compiere insieme passi avanti”), “sprona tutti noi ad assumere atteggiamenti che permettano, senza calcoli politici, di dire ciò che realmente si ha in testa”.

“Separare i fatti dalle opinioni – aggiunge Navazio - è sempre più difficile nel mondo in cui viviamo. I vari soggetti politici, economici e sociali, tutti portatori di interessi generali, tuttavia, si fanno portatori di illusioni, si fanno paladini di una battaglia che si rinnova e si ridefinisce continuamente ma che ha un solo unico scopo”.

“Fa impressione, invece, che Fiat raccolga apprezzamenti, complimenti e consensi tra i lavoratori statunitensi – afferma ancora l’esponente politico - ed i loro rappresentanti sindacali tanto da affidare a Marchionne quota parte della dote dei fondi pensione e qui, in Italia, il progetto Fabbrica Italia non ha trovato un benché minimo apprezzamento. O non è stato compreso il progetto o c’è malafede. Non ci sono molte aziende (italiane) che investono in Italia qualcosa come 20 miliardi di euro. Viviamo un’epoca di cambiamenti rapidissimi che possono essere interpretati e affrontati soltanto grazie a schemi culturali e mentali che superino ed abbandonino i modelli purtroppo applicati negli anni settanta.

“I nostri sindacati avrebbero investito il loro fondo pensioni?”, si domanda ancora Navazio, per il quale invece “si preferisce lo scontro fra capitale e lavoro. Si richiamano i distinguo tra forza - lavoro e lavoro. Il lavoro assume, persino, carattere antagonistico (come si interpretava un tempo)”.

A parere di Navazio “non è uno spettacolo decente il peregrinare tra vari dibattiti dei tre protagonisti ribadendo ciò che la magistratura ha già accertato. Come dice qualcuno accade che su questioni più o meno importanti si possa assistere al confronto fra opinioni tutte poste sul medesimo piano, come se si trattasse di gusti personali. Ed è completamente scomparsa l’idea che sulle questioni di fatto non contano le opinioni ma le prove esibite da soggetti imparziali e competenti.
C’è una tale schizofrenia in giro che si perde il contatto con la realtà e si dà retta, solo, ai luoghi comuni. La babele delle opinioni che investe quotidianamente questo o altro accadimento, il voler a tutti costi dimostrare una solidarietà (più di facciata il più delle volte), il voler separare anziché unire comporta una visione lacerante e demagogica della società. Piace lo scontro. C’è sempre qualcuno che interpreta l’antagonismo come un mezzo. La declamata globalizzazione, la libera circolazione delle idee nel mondo internettiano hanno reso l’idea di un mondo che non è libero”.

“Nel nostro paese – conclude Navazio - l’industria automobilistica è alle soglie di una sfida epocale con il resto del mondo. O capiamo questo o risulterà difficile andare avanti. E’ tempo di intraprendere un atteggiamento sfidante che sferzi l’autoreferenzialità della provincia Italia e il mondo di ieri delle sue classi dirigenti. Occorre che la maggioranza degli uomini e delle donne, quelli silenziosi, quelli che ti fanno capire che sono stufi di questi conflitti, quelli che vogliono vivere legati ad una quotidianità che non banalizzi il loro essere, escano allo scoperto. E’ tempo che si ritiri la delega inconsapevolmente rilasciata”.

Insomma, abbiamo idea di dove il movimento “IO AMO LA LUCANIA” vuole andare a parare. Ma, per completezza di informazione qui si può trovare l’intervento integrale dell’AD FIAT, Marchionne.

Riportiamo alcuni stralci del suo intervento:

A volte ho l’impressione che gli sforzi che la Fiat sta facendo per rafforzare la presenza industriale in Italia non vengano compresi oppure non siano apprezzati intenzionalmente. La verità è che la Fiat è l’unica azienda disposta a investire 20 miliardi di euro in Italia, l’unica disposta a intervenire sulle debolezze di un sistema produttivo per trasformarlo in qualcosa che non abbia sempre bisogno di interventi d’emergenza. Qualcosa che sia solido e duraturo, da cui partire per immaginare il futuro. La verità è che questo sforzo viene visto da alcuni con la lente deformata del conflitto. Non siamo più negli Anni Sessanta. Non è possibile gettare le basi del domani continuando a pensare che ci sia una lotta tra “capitale” e “lavoro”, tra “padroni” e “operai”. Se l’Italia non riesce ad abbandonare questo modello di pensiero, non risolveremo mai niente. Erigere barricate all’interno del nostro sistema alimenta solo una guerra in famiglia. L’unica vera sfida è quella che ci vede di fronte al resto del mondo. Quello di cui ora c’è bisogno è un grande sforzo collettivo, una specie di patto sociale per condividere gli impegni, le responsabilità e i sacrifici e per dare al Paese la possibilità di andare avanti”.

Che sembrerebbe un voler rimarcare che nel nostro paese esiste ancora un problema di “Lotta di Classe” di Marxiana memoria a lasciare un sistema produttivo e industriale italiano debole e assolutamente non competitivo rispetto ad altri paesi. Il che, ovviamente, rappresenta un’opinione… ed in quanto opinione, mi si consenta la battuta, è altamente opinabile. Ovviamente non ci è sfuggita un’altra dichiarazione che, precedentemente al richiamo alla guerra tra padroni e operai, viene fuori dal “cilindro” di Marchionne; è la seguente:

“La crisi ha reso più evidente e, purtroppo, per molte famiglie, anche più drammatica la debolezza della struttura industriale italiana. La cosa peggiore di un sistema industriale, quando non è in grado di competere, è che alla fine sono i lavoratori a pagarne direttamente – e senza colpa – le conseguenze.

Quello che noi abbiamo cercato di fare, e stiamo facendo, con il progetto “Fabbrica Italia” è invertire questa rotta. Il piano, presentato quattro mesi fa, dimostra il nostro impegno per concentrare nel Paese grandi investimenti, per aumentare il numero di veicoli prodotti in Italia e far crescere le esportazioni. Per realizzare questo progetto è assolutamente indispensabile colmare il divario competitivo che ci separa dagli altri Paesi e portare la Fiat a quel livello di efficienza necessario per garantire all’Italia una grande industria dell’auto e a tutti i nostri lavoratori un futuro più sicuro.
Conosciamo bene le regole dei mercati. Il loro andamento è determinato dalla domanda e dall’offerta, e trovano il loro equilibrio all’incrocio di queste due funzioni. Nella ricerca di questo equilibrio, non adottano principi etici e non sono condizionati da fattori o legami emotivi. Se lasciassimo il mercato libero di agire, alla sua maniera, le prospettive per la Fiat in Italia non sarebbero buone”.

Il richiamo alle regole dei mercati la dice lunga sulle intenzioni di Marchionne: Il mercato sopra ogni cosa (la lotta di classe, precedentemente richiamata, va a farsi benedire: il mercato è al di sopra dei padroni e degli operai). E, in nome del Dio Mercato, passa un messaggio subliminale inquietante: LA COSA PEGGIORE DI UN SISTEMA INDUSTRIALE , QUANDO NON È IN GRADO DI COMPETERE, È CHE ALLA FINE SONO I LAVORATORI A PAGARNE DIRETTAMENTE E – SENZA COLPA – LE CONSEGUENZE.

L’affermazione contiene un messaggio profondo (molto profondo): in nome della competitività e del mercato, necessita una riforma del sistema produttivo. E se non si attua questa riforma, le cose sono destinate a danneggiare soprattutto i lavoratori, perché le fabbriche sono costrette a chiudere o ad essere spostate in paesi nei quali questa riforma è attuabile.

Insomma: un sistema produttivo che “privilegia” i lavoratori invece della competitività, è destinato a soccombere! Ecco che, a questo punto, saltano fuori affermazioni del Ministro Tremonti che, con disinvoltura massima, dice che “La legge 626 è un LUSSO che non possiamo permetterci” (basta cliccare qui per avere più informazioni in proposito). Il ministro smentisce se stesso, affermando di essersi riferito alla giurisdizione europea, non alla sicurezza. Intanto, però, il messaggio è passato: Sicurezza, diritti acquisiti dopo decenni di lotte serrate, sono un LUSSO.

Ecco che, a questo punto, a differenza del Consigliere Navazio, possiamo affermare che il discorso di Marchionne non ci convince affatto!!!

Forse perché siamo dei romantici idealisti e fondamentalisti? No, affatto: crediamo, semplicemente, che il Dio mercato non può essere il pretesto per far passare in secondo piano l’Uomo e il lavoratore. E se la dichiarazione di intenti di Marchionne quando dice “Quello di cui ora c’è bisogno è un grande sforzo collettivo, una specie di patto sociale per condividere gli impegni, le responsabilità e i sacrifici e per dare al Paese la possibilità di andare avanti” intende riferirsi ad una vera e propria condivisione, ad un vero e proprio patto sociale col quale TUTTI (quindi anche i consiglieri d’amministrazione e gli azionisti) debbano condividere i sacrifici, allora si può anche discutere e mettersi ad un tavolo per trovare la strada migliore. Se i sacrifici toccano (come sempre è accaduto) solo agli operai, ai lavoratori svuotati della loro componente umana e trasformati in freddi numeri beh… allora non ci siamo proprio!!!

Ah, per concludere: a proposito dell’ultima frase del comunicato di Navazio, possiamo affermare che, in linea di massima, siamo d’accordo. Ma decenni di “voto affidato”, di “deleghe in bianco” (leggasi metodo clientelare) sono difficili da sradicare. Anche noi ci battiamo perché il cittadino, quello che se ne sta silenzioso, riesca, quanto prima, a liberarsi dal “guinzaglio” che i politici gli hanno messo, e possa, finalmente, scegliere sulla base di programmi e non di “favori” da ricevere.

Meditiamo gente, meditiamo!


31 agosto 2010

SOCIETA' Estremisti islamici e... "Folkloristi" islamici.

Che putiferio di polemiche e variegate opinioni ha scatenato la "visita" di Muhammar El Gheddafi in Italia!!! Tra "Hostess" (a 70 euro l'una), cavalli, tende e strette di mano, aranciate e mance generose, di tutto si è parlato e sparlato. Peccato che a qualcuno sia sfuggito un particolare: Gheddafi è un dittatore! Ovvio, se si parla di Fidel a Cuba, il ragionamento non fa una grinza. Se si parla di Gheddafi (o di Musharraf in Pakistan, magari) abbiamo la "figura" del Presidente! Ma, si sa, anche Saddam Hussein era "Il Presidente" dell'Irak, prima di diventare antipatico a qualcuno negli States...
Sorvoliamo, che è meglio! Io mi sono divertito ad osservare la varietà di critiche venute da tutte le parti. Magari, qualcuno della cossiddetta "sinistra" si è dimenticato di quando anche Romano Prodi incontrava il "presidente-colonnello". Non ci credete? Eppure è tutto documentato sul sito del Governo, quando nel 2007 il caro Romano incontrava il leader libico. Ovviamente, allora le critiche venivano da destra (che ci vogliamo fare... un antico adagio recita "Fa come dico io, non fare come faccio io"). Anche allora mi divertiva la selva di polemiche.

Ma la riflessione che oggi faccio è la seguente: Possibile che l'atteggiamento di Gheddafi non abbia stimolato nessuna reazione nei cossiddetti "Estremisti Islamici", sempre pronti a lanciare anatemi e minacce a chiunque provi a "maltrattare" (diciamo così) l'Islam? Eppure, la colorita manifestazione di Roma, con cavalli, hostess con corano in mano e quant'altro, avrebbe, secondo me, dovuto scatenare più le reazioni degli islamici che non quelle di noi occidentali (di fede destrorsa o sinistrorsa poco importa)!!!
Invece nulla di nulla!!! Anche gli integralisti, evidentemente, sono in ferie! Oppure anche per loro si tratta di una bravata "folkloristica" senza nessuna importanza!

Ma credete che un sospettoso-dietrologo-complottista come me si beva una baggianata del genere? Evidentemente non vi sono situazioni tali da consentire "boutades" da parte dii qualunque estremista, che si chiami Osama, Al Zawahiri o chi per loro! C'è da fare degli affari col "colonnello", pertanto nessuno si azzardi a disturbare i manovratori (ENI prima tra tutte!!!)!
Quando, invece, sarà il momento, ecco che gli estremisti islamici, come per miracolo, verranno fuori! Per ora, stiano in stand by gli Estremisti islamici per lasciare la scena a disposizione dei "folkloristi" islamici!

Che dite? Sono il solito malpensante?


10 agosto 2010

ECONOMIA SOLDI MANCANTI ALL'APPELLO.

Da molto tempo questo blog langue... impegni lavorativi, pigrizia congenita; chissà. Fatto sta che mi trovo a scrivere dopo diversi mesi. Meglio tardi che mai! Ovviamente, ciò di cui andrò a scrivere, è qualcosa per cui ce ne sarebbe da essere incazzati... ma, ovviamente, per l'italiano medio certe notizie, che sugli organi ufficiali di stampa non passano tanto facilmente, sono come l'acqua che scivola su un impermeabile. Per fortuna che non sono un italiano medio (anche se il dito medio, piuttosto spesso, mi capita di "beccarlo" in quel posto).
Come va? Tutto bene (mi sto rivolgendo ai miei quattro lettori... o tre! Boh?). Io, a parte qualche impegno lavorativo che in quest'ultimo periodo mi ha tenuto sulla graticola in maniera abbastanza costante, a parte qualche impegno in politica (perdente, ovviamente... perché non è di quella che conta, la politica di cui mi occupo: è quella che tenderebbe al bene comune... pertanto nessuno mi fila più di tanto!), a parte qualche impegno familiare (e una figlia che, quanto a vivacità, ne vale dieci), per il resto non avrei da lamentarmi.... beh, quest'ultima è una bella e gigantesca "balla"!!!! Di motivi per lamentarmi e recriminare, ce ne sarebbero a migliaia: anche solo andando a scartabellare gli organi di informazione canonici. Se, poi, capita di essere uno che non si accontenta, si finisce, quotidianamente, con l'assumere la dose quotidiana di informazione dalla rete. Ovviamente, certi puristi dell'informazione storceranno il naso!?! Ma come mai, allora, sui quotidiani nazionali (e sulle reti televisive cossiddette "importanti") certe notizie non passano? Soltanto dal quotidiano genovese IL SECOLO XIX possiamo avere informazioni che, guardacaso, possono interessarci un po' tutti... vista la crisi economica nella quale stiamo annaspando? E non si tratta di una notizia tanto recente, visto che del problema, almeno sul quotidiano ligure, se ne parla abbondantemente da circa tre anni!
Per farla breve, si tratta di circa 98 MILIARDI (avete letto bene... miliardi) di euro che le dieci società concessionarie di slot machines sparse per gli esercizi commerciali di questo nostro paese DEVONO all'erario! Una cifra che è più di tre volte l'ultima manovra finanziaria "sanguinosa" fatta da questo governo. Sull'argomento, qualche tempo fa, ne è venuta fuori pure una interrogazione parlamentare!!!! Basta leggere qui per capire di cosa stiamo parlando!!!
Ce ne sono, pertanto, di motivi per essere incazzati sia con questo governo, sia con quello precedente (perché durante il governo precedente, la questione era iniziata). Ora, che si parli di tutto, in questo benedetto paese, ma non di ciò che veramente è importante, non so a voi... ma a me fa girare un pochino qualche cosa!!!! Ovviamente, è noto che i liguri, in generale, e i genovesi in particolare, abbiano fama di essere particolarmente attenti a ciò che attiene la sfera, chiamiamola così, patrimoniale... ma possibile che solo il quotidiano genovese si sia preso a cuore una questione che ci riguarda tutti? A nessun altro interessa che ci siano dei signori che devono all'erario una cifra spropositata, che avrebbe reso possibile una manovra finanziaria sicuramente più leggera rispetto a quella che, invece, il ministro Tremonti ci ha servito in tavola?
Di chi sono "amici" questi signori? Cosa aspetta l'erario a prendersi quei soldi? Perché a me, se anche c'è un errore, l'erario mi impone di pagare e, successivamente, fare ricorso, mentre questi signori vanno avanti a colpi di carta bollata e ricorsi e non tirano fuori un centesimo?
Ce n'è di che essere incazzati, no? Eppure si continua a parlare delle case di montecarlo del partito del Presidente della Camera; delle gesta sessuali del Presidente del Consiglio; di una marea di stupidaggini che nulla risolvono per questo paese... e di una cosa che potrebbe, magari, risollevare un pochino l'economia italiana, non ne parla nessuno!!!!
Puristi dell'informazione canonica: battete un colpo! Questa notizia l'ha data un giornale poco più che locale; e se non fosse stata ripresa da Beppe Grillo sul suo blog, e da Striscia la notizia, probabilmente la conoscerebbero solo i lettori del quotidiano ligure!

L'italiano, si sa, non è particolarmente impegnato, politicamente o civilmente. Proprio per questo, putroppo, si verificano cose che non dovrebbero. E visto che le cose stanno così, direi che è indicatissimo, per i miei connazionali, il brano che vado a lasciare in regalo ai miei quattro lettori; si tratta di Samuele Bersani: il brano è Lo scrutatore non votante (l'italiano, insomma). buon ascolto





19 marzo 2010

POLITICA PROGETTI E LEADERS.

Sono anni che non seguo più il calcio. Ovviamente, non è possibile, sempre, evitare che il calcio ti piombi addosso in un modo o nell'altro, ma se posso evitare di guardare in TV ciò che riguarda il pallone, sto meglio, molto meglio. Questa premessa è obbligatoria se si considera dove voglio andare a parare. Partiamo da uno dei personaggi più antipatici che mi sia capitato di vedere (anche se poco, per scelta) nell'agone sportivo-calcistico nostrano: Mourinho! L'ho visto per la prima volta qualche anno fa, quando si parlava della possibilità che potesse arrivare in Italia. Mi fece subito una pessima impressione (epidermica, confesso). Ma ascoltarlo mi servì a confermare questa brutta impressione. E cosa dire di personaggi come Fabio Capello, Roberto Bettega (io ricordo benissimo quanto erano antipatici da giocatori... ho un'età per poterlo ricordare :-) ). Una volta usciti dal rettangolo di gioco come atleti, le loro carriere sono continuate all'insegna dell'antipatia più profonda. Qualcuno si ricorda di quanto fosse "simpatico" il presidente della Roma? Il presidente Viola non brillava per simpatia neppure un po'. E potrei proseguire con l'elenco di persone per nulla simpatiche del mondo del calcio (ci metto Gianni Rivera che, comunque, ha avuto il buon senso di starsene fuori dal mondo del calcio una volta conclusa la sua carriera di campione indiscusso). Non proseguo per il semplice fatto che questi esempi, bastano a chiarire quanto segue: se il problema principale di una squadra di calcio sono i risultati (o un progetto anche a lunga scadenza), la simpatia di chi deve portare questi risultati, conta ben poco. Mourinho, Capello, Bettega, Viola... tutti costoro che non brillavano (e non brillano) per simpatia, hanno comunque ottenuto dei risultati e, potenzialmente, possono ancora ottenerne. Ai tifosi, poi, questi personaggi risultano perfino simpatici! A tutti coloro cui interessa il risultato finale, poco importa che questi personaggi risultino simpatici o meno. Soltanto coloro che mettono ai primi posti le qualità umane (in senso lato, intendiamoci) delle persone, importa poco del risultato: perché è più importante che le persone siano umanamente accettabili che non i risultati da raggiungere o i progetti da realizzare. Mi viene in mente un episodio della serie televisiva "Dr. House", nella quale il medico in questione veniva accusato di essere freddo, distaccato e misantropo (rispetto ai pazienti); più interessato alla malattia che non al paziente. E il medico obiettava al paziente che gli faceva notare ciò: "Preferisce che io la guarisca dalla sua malattia senza neppure dirle buongiorno o, magari, che le tenga la mano mentre muore?". Domanda odiosa, certamente. Ma quale paziente non opterebbe per la prima eventualità?
Ora, io mi domando, a questo punto, cosa cambia in altre situazioni? Che so? In politica, per esempio. Il caso di Comunità Lucana - Movimento no oil, e il suo portavoce: Miko Somma. In questi ultimi mesi ho assistito ad attacchi anche piuttosto feroci alla sua persona (non al suo modo di fare politica). Persone che, pur abbracciando in toto il progetto, avevano delle riserve sul leader del movimento. Qualcuno si è anche spinto a dire che finché Miko rimaneva ai vertici del movimento, mai avrebbe votato per Comunità Lucana - Movimento no oil.
E la mia amara conclusione è: se è più importante il modo di essere di un leader che non il progetto politico di un movimento beh... si fa poca strada!


16 marzo 2010

sentimenti COMUNITA': COSA ABBIAMO PERDUTO (II) (E QUANTI RIMORSI)!

Rocco è sempre stato un bravuomo! Sempre gentile, disponibile... si faceva in quattro per rendersi utile a chiunque. Ricordo con piacere tutte le volte che, incrociandoci per le vie del paesello, ci capitava di intrattenerci in "chiacchiera", futile o di una certa importanza poco importa. Non mi faceva mancare mai la gentilezza di porgere i suoi saluti ai miei genitori e fratelli (che non vedeva spesso). Capitava, piuttosto di frequente, di vederselo piombare in casa all'improvviso, per un saluto, per chiedere se ci fosse bisogno di qualcosa... Sì: Rocco è sempre stato un bravuomo! Ma Rocco ha sempre avuto un handicap notevole, per i canoni di una piccola comunità; comunità troppo ligia a regole ferree che non potevano, in nessun modo, essere violate: Rocco aveva tendenze sessuali non normali (così si dice?). In altri termini, pur essendo vissuto in un ambiente cossiddetto "sano", Rocco aveva i modi e le pulsioni tutte femminili, ma imprigionate in un corpo fin troppo maschile. E ciò, ripensando a quelle che sono le regole ferree di cui sopra, non era cosa buona. In effetti, questo fatto non era vissuto molto bene dalla sua famiglia... anche se non vi sono stati mai episodi particolari di "emarginazione" dalla vita della comunità, anzi: pensandoci bene, non è mai stato vittima di discriminazioni se non quelle solite che accadono ai "diversi" di qualsiasi natura. Non è persona "istruita", Rocco. Ma ho sempre avuto la sensazione, anzi, la certezza di una intelligenza spiccata... ma questo, nella piccola comunità, non ha mai significato granché. E, in effetti, esistono modi per essere lasciati ai margini che non necessariamente devono essere clamorosi o violenti. Si può essere lasciati ai margini anche in maniera più subdola: come dire? Si può essere trattati come una specie di "personaggio strano", fuori dai canoni abituali e, per questo, avere dei trattamenti non proprio ortodossi (derisione, sfottò e quant'altro). Cosa che, pur non essendo particolarmente forte, a lungo andare può lasciare dei segni molto profondi nell'animo di una persona dotata di spiccata intelligenza e forte sensibilità.
Sorridevo anch'io, ogni volta che lo vedevo alle prese con una scopa, o uno straccio ed un secchio d'acqua, intento a spazzare la casa o a lavare il pavimento, con un grembiulino variopinto in vita. O quando lo vedevo impastare la farina per farne pasta fresca, con un fazzolettino, anch'esso variopinto, a coprire il capo per evitare che qualche capello potesse finire nell'impasto. Sorridevo senza malignità, guardando quel corpo maschile, fin troppo maschile, che imprigionava una sensibilità e una sessualità femminile alquanto. Ma tanti altri non sorridevano alla stessa maniera. C'erano sorrisini di scherno, di disapprovazione. I ragazzini, talvolta, lo prendevano in giro anche in maniera cattiva (come sono capaci i ragazzini di essere cattivi). Ma, comunque, la comunità, pur non sentendo la cosa come facente parte della normalità (tutt'altro), aveva, in qualche modo, accettato la diversità di Rocco. In qualche modo, ecco! Perché accettare significa anche essere disponibili a mettere in discussione le leggi non scritte che regolano le comunità! Ma questo, è ovvio, non è possibile (o non è cosa facile). Per cui, all'interno della comunità, Rocco veniva considerato come "lo strano" (anzi, brutalmente, lo Scemo) del villaggio. Nella migliore delle ipotesi, un fratello "sfortunato", come venivano considerati anche i portatori di Handicap fisici o psichici che pure erano presenti nel piccolo paese (e di cui conservo un forte ricordo). Eppure, per quanto cerchi di scavare nella mia memoria, non ricordo episodi particolarmente "violenti" di discriminazione. Ecco, si può dire che Rocco era stato accettato come "anomalia" fisiologica, come "eccezione" alla regola della comunità, al pari di altri che, magari, con i loro handicap psico-fisici, in qualche modo potevano essere considerati "fratelli non fortunati".
Ma anni ed anni di "messa ai margini", devono aver pesato non poco sulla sensibilità e sulla psiche di Rocco. Erano anni che non lo vedevo, ma le pochissime informazioni che mi giungevano, erano di una persona che aveva cominciato a cedere alle lusinghe di Bacco-Dioniso. Qualche bicchiere di troppo lo portava a "sfarfallare" (ma mai ad essere pericoloso per gli altri). Mi fu raccontato di come, alquanto alticcio, capitava di vederlo inciampare mentre camminava, o, addirittura, cadere in terra.

Per anni non l'ho più visto e non ne ho avuto notizia... fino a qualche giorno fa quando, avendo accompagnato un mio amico che lavora in un istituto di cura per persone affette da disturbi psico-fisici, l'ho visto... senza il sorriso che lo ha sempre caratterizzato, anzi... come pensieroso e perso dietro chissà quali "fantasmi".

Ecco, la comunità che aveva accolto un "fratello sfortunato", non esiste più. I suoi parenti, in maniera conforme a quello che è il modello di vita che da qualche decennio sembra andare per la maggiore, non hanno voluto farsi carico del proprio congiunto, ed hanno preferito "parcheggiarlo" in un centro specialistico per persone "diverse". E tutto ciò mi lascia un amaro in bocca!?!
Ma, forse, mi lascia l'amaro in bocca anche il mio non aver saputo (o voluto?) fermarmi a salutare Rocco. Mi è mancato il coraggio, probabilmente, di affrontare quella situazione difficile, di un uomo che aveva spento il suo sorriso per indossare una espressione pensosa e persa dietro chissà quali incubi (o sogni, chi può dirlo?). E solo ora, mi rendo conto del fatto che questo post vorrebbe essere un modo per rendere giustizia a quest'uomo (o, magari, un modo per alleggerire la mia coscienza... un modo per provare a giustificare il mio essere fuggito per non sentire il peso di questa situazione).

Intanto, da qualche giorno, mi sento colpevole per non aver fatto ciò che avrei dovuto: provare ad alleviare, anche solo per qualche minuto, quel peso che, sicuramente, Rocco ha sulle spalle: una famiglia che non l'ha voluto tenere con sé. Credo che, quanto prima, ritornerò presso l'istituto di cura, per salutare una persona che, io credo, ha avuto soltanto la "sfortuna" di essere fuori dai canoni usuali della cossiddetta normalità. E che ha pagato di persona qualcosa di cui non aveva colpa.


3 marzo 2010

POLITICA PICCOLA RIFLESSIONE SULLE ELEZIONI.

Tutto ciò che è accaduto a livello locale e nazionale su queste elezioni Regionali, ha un sapore variabile dal grottesco al disarmante. Cominciamo a riflettere su un fatto: il Pdl, in due regioni importantissime (come il Lazio e la Lombardia), non riesce a presentare le liste. Nel primo caso perché un Presentatore di lista (che, voglio sottolinearlo, è, fino al  momento del deposito della documentazione in Corte d'Appello, la persona più importante del partito politico... anche più del candidato presidente), pensa bene di andare a farsi un panino. Risultato? Scade il termine delle ore 12.00 e, quindi, la lista è fuori dalla competizione elettorale! Dilettantismo allo stato puro, si dirà. Ma io faccio una lettura lievemente differente da quella che si potrebbe fare: La superficialità, accoppiata all'arroganza che caratterizza il muoversi nell'agone politico da qualche lustro a questa parte, sono messi in evidenza proprio da questi episodi. Se ne vuole un'altra prova? La lista di appoggio al Governatore uscente della Lombardia, Formigoni, è fuori dalla competizione elettorale per una questione di circa 500 firme annullate. Ecco, questa è ancora una volta la prova di superficialità ed arroganza di chi occupa posizioni di potere: pensare che questioni anche formali possano essere in qualsiasi modo aggirate. Vogliamo pensare anche a qualche lista che si trova tra i sottoscrittori qualche persona defunta? E' il caso di una delle liste in una provincia del Veneto. E, venendo alle cose di "regione" nostra, il fatto che due possibili concorrenti alla tornata elettorale come i Radicali e Comunità Lucana - Movimento no oil siano fuori per non aver raccolto le firme sufficienti? E, magari, l'ulteriore riflessione che, guardacaso, gli unici  gruppi politici che abbiano parlato di tematiche connesse all'ambiente (anche con denunce nelle sedi competenti) siano fuori dai giochi elettorali... non è proprio una cosa normale, secondo me.
Tutto questo, però, è solo una premessa ad una considerazione che faccio analizzando ciò che vedo intorno a me: l'assoluta mancanza di partecipazione, da parte della gente, a queste che pure sono delle cose che dovrebbero scatenare, perlomeno, indignazione. E, invece, regna un'apatia, un disinteresse... ma dovrei dire rassegnazione! Ebbene sì: la gente, quella società civile (almeno parte di essa) che sperava nei movimenti, nelle associazioni e quant'altro... quella parte di società civile, appunto, tace! Non riesce a reagire ad una situazione di un'anomalia sconcertante come ipotetiche irregolarità nella raccolta delle firme di sottoscrizione o, magari, di fronte ad episodi di dilettantismo incredibile. Ecco: la rassegnazione della gente che, magari delusa per la mancata possibilità di avere una alternativa seria allo status quo, mi lascia tantissimo amaro dentro. E' come se la speranza fosse morta. E la cosa, purtroppo, non mi piace per nulla.


2 marzo 2010

SOCIETA' PICCOLA STORIELLA.

Anni fa, un collega d'ufficio di mio padre, che si occupava di formazione e lavoro, mi raccontò un episodio particolare riguardante le selezioni del personale, diciamo così, qualificato per lo stabilimento SATA (FIAT) di San Nicola di Melfi. Gli addetti alla selezione del personale di fascia medio-alta, cercavano delle persone con attitudini di natura manageriale-dirigenziale. In una grande stanza, vennero lasciate, in attesa, una decina di persone che, presumibilmente, avevano i titoli ed i curricula in regola con quelle che avrebbero potuto essere le mansioni da ricoprire per quell'incarico. La stanza era abbastanza spoglia, con un certo numero di sedie posizionate lungo le pareti, un tavolino con un telefono in bella mostra e un enorme specchio al centro di una delle quattro pareti. I "candidati" a questo ufficio, vennero lasciati per più di un'ora in balìa di se stessi nello stanzone. Si poteva osservare qualcuno che cominciava a spazientirsi ed a sbuffare per l'attesa. Altri che rimanevano, imperturbabili, seduti al proprio posto. Altri che cominciavano ad alzarsi e a mostrare segni di impazienza (guardarsi all'enorme specchio una miriade di volte, ritornare a sedere, alzarsi ed andare alla finestra, mormorare frasi incomprensibili tra i denti e via discorrendo). Tra tutte queste persone che, in svariati modi, cercavano di allontanare il disagio di essere stati lasciati ad attendere chissà cosa in quel limbo, c'era un tale che, fin dal primo momento, avendo guardato più volte l'orologio, aveva cominciato a muoversi verso il tavolino su cui era posizionato il telefono ed aveva cominciato a fare una serie di chiamate (tra la meraviglia, il disappunto e, talvolta, la disapprovazione degli altri presenti). E la cosa era andata avanti per un bel po'.
Indovinate chi si è accaparrato il posto? Indovinato!!!! Proprio quest'ultimo personaggio. Alla faccia di tutti coloro che avevano aspettato pazientemente un colloquio (magari supportato da curricula chilometrici e chiacchiere a gogo su svariati temi riguardanti management e così via).
Ecco, uno degli aspetti della società della quale siamo parte, è proprio questo: gli intraprendenti e coloro che sono abituati ad "aggirare" regole e regolamenti, sono coloro che sono ben visti dal panorama produttivo. Coloro che si illudono di potersi muovere all'interno di regole di comportamento, diciamo così, di buona creanza, non sono appetiti dalle grosse società. Che piaccia o meno, purtroppo, è così. Anche se ci possono essere modi per riuscire a riportare il tutto su binari differenti, la cosa non è facile.
Ah, per quei pochissimi che non l'avessero capito, il mega specchio che campeggiava al centro di una delle pareti dello stanzone, altro non era che un vetro a specchio... e dietro c'erano coloro che dovevano provvedere alla selezione.
Chissà se oggi, con le norme sulla privacy che ci gravano sulla testa, è ancora possibile operare con gli specchi segreti.


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4 febbraio 2010

sentimenti COMUNITA': COSA ABBIAMO PERDUTO (I)

Oggi mi va di parlare di qualcosa che, di tanto in tanto, mi torna alla mente, riemergendo dai suoi spazi profondi in cui, troppe volte, ricacciamo alcuni ricordi come se non fossero importanti. Sono nato in un paesino dell'appennino lucano, quasi 47 anni fa... credo di avere, dunque, un'età tale da aver vissuto certe situazioni che, probabilmente, erano già prossime alla fine, ma che ancora insistevano, almeno in una piccola comunità che non è mai arrivata a duemila anime.
Faccio una piccola premessa: ho ancora una nonnina! E' una vecchietta che ha compiuto 90 anni da poco... e che, ancora oggi, va regolarmente in campagna ad occuparsi di quei piccoli animali da fattoria, tipo polli e conigli, e di un orto che, quotidianamente, con la bella stagione fornisce prodotti sani e coltivati secondo metodi tradizionali... non ho usato il termine "biologico" (termine molto in voga attualmente) perché, ad essere sinceri, mia nonna ha sempre usato il metodo biologico: l'agricoltura tradizionale di secoli! Terreni neppure lontanamente contaminati da concimi chimici o, peggio, fitofarmaci; messa a riposo di quei pezzettini di terreno che avevano prodotto per qualche anno e che necessitavano di rigenerarsi; semina di quei prodotti caratteristici del luogo (indulgendo, talvolta, in esperimenti di produzione di prodotti, magari, non autoctoni: penso, ad esempio, alla semina di piante di pomodoro san marzano che, talvolta, si è divertita ad attuare). Il tutto, cari amici, va a rifornire le famiglie di tutti i suoi figli... tra i quali mia madre.
A cosa mi è servita questa premessa? Semplicemente a far capire che, in alcuni piccoli spaccati di questa nostra regione, ancora esiste un modo di fare e di sentire che chi ha avuto la fortuna di viverlo in prima persona non può non apprezzare alla grande. E dato che il sottoscritto, per lavoro (ma anche per svago) si muove e si è mosso attraverso la quasi totalità della regione, direi che non è infrequente imbattersi in realtà simili a quella che ho descritto.
Dove voglio andare a parare? Beh, un'altra cosetta non da poco che riemerge dagli abissi della mia memoria, è quel clima (che ho vissuto in prima persona per i primi sei anni della mia vita, avendo abitato nel paesino fino al momento di andare a scuola) di Comunità molto vivo! In che senso? Beh, sto parlando di una consapevolezza, da parte di ognuno degli abitanti del paesino, di essere parte di un sentire e fare comune, di condivisione di tutto che io considero, appunto, il "Senso di appartenenza ad una Comunità"; un sentirsi membri sì distinti, ma di un corpo unico. Certo, esistevano diatribe, rivalità, invidie e rancori! Ma tutto questo veniva considerato fisiologico. I notabili del paese avevano, comunque, un grande rispetto anche per il più umile dei membri della comunità. Più volte ho visto il medico condotto del paese correre da un punto all'altro del borghetto per aiutare tutti, indistintamente... magari consapevole del fatto che chiunque altro della comunità avrebbe fatto lo stesso per lui in qualsiasi situazione di difficoltà si fosse venuto a trovare. Ma anche, ad esempio, vedere gruppi che coltivavano rancori o frizioni da anni, per antichi "sgarri" o anche per incomprensioni mai "sanate", sotterrare l'ascia di guerra in occasioni di lutti (o anche lieti eventi) che piombavano addosso ai, chiamiamoli così, clan nemici. L'appartenenza alla comunità, prima di tutto; poi tutto il resto.
Quante volte mi è capitato, passando i miei pomeriggi a casa di mia nonna, di vedere un viavai di gente che entrava in casa per un saluto, o una visita di cortesia o per un "soccorso"... che so, uno spicchio d'aglio che mancava in casa, una bottiglia di vino o d'olio, un gambo di sedano e via di questo passo.
Tutte cose che, a raccontarle ora, sembrerebbero fatti lontanissimi da quello che è il nostro modo di pensare e di agire. Pensiamo ai nostri mega condomini: a volte non conosciamo neppure le facce di chi abita a pochi metri da noi! Siamo rintanati nelle nostre case, protetti dal mondo esterno come se il mondo esterno non ci appartenesse.
Ecco, uno dei tanti ricordi che sono riemersi in queste ore dagli anfratti profondi della mia memoria, mi ha lasciato un po' d'amaro in bocca. E, tutto sommato, ti accorgi di come la chiusura a riccio rimanga forte anche in una realtà come Facebook dove, almeno concettualmente, dovrebbe essere differente: perché si tratta di una "piazza" virtuale dove ciò che hai messo in condivisione, in fondo, dovrebbe appartenere alla comunità degli amici che ti sei scelto. Invece, talvolta, ti senti un "intruso" in casa d'altri anche se la tua intenzione era soltanto quella di lasciare un saluto, una traccia del tuo passaggio e dell'appartenenza alla comunità "virtuale".
Perdonate queste mie divagazioni, ma ho una grande voglia di poter rivivere quelle sensazioni che ho descritto in questo mio post. Ma, per ora, non ho più voglia di continuare. Diciamo che ci sentiamo presto con altre considerazioni di questo genere.
Alla prossima!


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16 gennaio 2010

sentimenti DUE ANNI FA...

Oggi compio due anni!!! Non è uno scherzo di carnevale!?! Oggi, Nathan 2000, compie due anni da bloggatore; per tre o quattro anni, questo nick aveva girato via mail, via Winmx, via blog di altri... via dicendo!
Poi, un giorno, colpevole Tale Astronik, che tanto ha insistito per farmi aprire un blog, il 17 gennaio 2008, più o meno alle ore 17-17,30, mi collego con la home del Cannocchiale e... comincio a impostare il tutto. L'ho fatto, ovviamente, pensando alla data: l'inizio del Carnevale! Mi sembrava divertente il mettermi in rete... uno scherzo che mi lasciava abbastanza ilare dentro! Poi, lo scherzo è continuato per ben 730 giorni! O erano 731? Mi sa che il 2008 era bisesto!!! Comunque, lasciando perdere le divagazioni, oggi sono andato a vedere il riepilogo generale (chiamiamolo così) di questo mio spazio virtuale... ed ho scoperto di aver scritto, in 730 (o 731) giorni, 91 post (questo è il 92°). Mica male per un "pigrone" e infingardo come me?!? Ma, devo dire, un po' mi ha divertito, questo mio spazio intimo (da dividere con pochissimi lettori... visto il numero di visite di poco superiore alle 50.000). Ma non importa quanti siano stati a leggermi. Mi importa, soprattutto, aver provato a dire la mia anche sulle cose circa le quali non avevo competenze particolari o preparazione adeguata... perché, parliamoci chiaro: i tuttologi, nella società in cui viviamo da una 15na d'anni, si buttano! Perché sentirsi inferiori? Buttarsi nella mischia ecchissenefrega!!!
Ecco; questo è il mio "buon compleanno Nathan"! Un blog che è nato per scherzo e che, alla fine, mi è entrato nel cuore! E mi dispiace, ora, averlo trascurato tanto negli ultimi tempi (colpa di Facebook!!!!!). Ma oggi, dopo due anni, mi rendo conto che questo spazio è importante. E mi riprometto (facciamo dei buoni propositi, và!) di scrivere con un po' più di frequenza rispetto ai mesi scorsi. Che so? Potrei utilizzarlo per la mia recente attività politica!?! In effetti servirebbe molto, visto l'alto numero di lettori!
Ora basta. Lascio momentaneamente questo mio cantuccio tra i bit... me ne vado a dormire, comunque, soddisfatto di ciò che ho fatto finora e... speranzoso di riuscire a fare e dare di più da queste pagine.

Un saluto cordiale va ad altri amici bloggers come Artarie, Diario_est, Giulio Laurenzi e... non me ne vogliano quelli che ho dimenticato: sono tutti, comunque, linkati sul dorso della pagina. A tutti loro va il mio affetto di... condivisore della rete!

Buon compleanno, Nathan 2000!


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1 gennaio 2010

sentimenti 2010!

E' trascorso un altro anno. Non mi va di fare bilanci (talvolta capita). Mi va soltanto di dire, a tutti i passanti per queste pagine, che il mio augurio è di un 2010 infinitamente migliore di quanto ognuno di noi possa riuscire a desiderare.


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27 novembre 2009

SOCIETA' BASILICATA FELIX?

Diciamoci la verità... quante volte abbiamo ascoltato la definizione di Basilicata Isola felice di un sud permeato da mille problematiche? Tante volte, lo sappiamo. Perché? Ma semplicemente perché, dalle nostre parti, si percepiva una situazione nettamente differente rispetto alle regioni limitrofe: assenza di criminalità organizzata (perchè non si spara), problematiche ambientali pressocchè nulle (perché nessuno si prendeva la briga di andare a verificare nulla), una regione con un numero bassissimo di abitanti e poche infrastrutture, nettamente insufficienti allo "sviluppo" (ovvio... se per sviluppo pensiamo a quello canonico, di produttività sempre crescente, con in numeri che si hanno nella nostra regione, è naturale che il tutto sia messo in questi termini).
Oggi, dopo una serie di circostanze che hanno portato alla scoperta di situazioni abbastanza "scabrose", possiamo dire che il concetto di Basilicata Felix, un po' alla volta, comincia a dissolversi nell'immaginario collettivo dei cittadini Lucani. Perché questa riflessione? Semplicemente perchè, da quando il Comitato no oil lucania e, successivamente, Comunità Lucana - Movimento no oil (oltre alla OLA ed altre organizzazioni e associazioni), hanno cominciato a muoversi, sono venute fuori una serie di cose che hanno fatto crollare il concetto di Isola felice ed hanno fatto crescere il malcontento e le paure di parte dei cittadini (soprattutto coloro che cominciano a prendere informazioni puntuali su tante situazioni).
Offro ai miei quattro lettori il seguente filmato... da guardare con una certa attenzione. E, poi, probabilmente, non si potrà più dire "Non ne sapevo nulla!".


24 novembre 2009

sentimenti SONO STUFO!

Sono stufo! Ma di che? Di tutto, direi. Sono stufo di tutto ciò che si vede intorno a noi. Sono stufo delle menzogne che cercano di farci passare per verità. Sono stufo delle celebrazioni per il ventennale della caduta del Muro di Berlino... soprattutto assistendo all'edificazione di nuovi muri per continuare a salvaguardare un modello che è crollato, ma sulle cui macerie si continua a ballare come sul ponte del Titanic. Sono stufo di ascoltare il nulla che tutti hanno da dire. Sono stufo di Microsoft (ma questo l'avevo già detto?). Sono stufo di ascoltare i soliti tromboni che pontificano su tutto (senza peraltro creare nessun ponte, ma soltanto altri elementi di divisione). Sono stufo di ascoltare i cialtroni che pronunciano frasi del tipo "Io sono stato eletto dai cittadini"... e sono stufo, prima di tutto perchè i cittadini non hanno eletto una beneamata cippa; e, poi, sono stufo del fatto che un'elezione ad una carica debba essere, dogmaticamente (o assiomaticamente, così sono accontentati anche i fedeli della scienza) una specie di Indulgenza plenaria che tutto lava e tutto sbianca. Sono stufo di gaglioffi che individuano i problemi e cercano di risolverli con altri problemi. Sono stufo che tutto venga classificato secondo canoni che io cerco di combattere ogni giorno. Sono stufo di dovermi svegliare tutte le mattine come un soldato, sempre pronto a battagliare contro ciò che non dovrebbe esistere se il mondo viaggiasse col carburante del buon senso.
Sono stufo di non poter guardare in tv ciò che mi piace, ma soltanto ciò che è gradito ai pubblicitari. Sono stufo di dover pensare che mia figlia, che oggi ha soltanto tre anni, quando ne avrà venti, si troverà un mondo che non conosco per nulla... forse perché non esiste nessuno che riesca a farmelo immaginare! O, forse, perché il mondo che io immagino per il futuro di mia figlia, purtroppo, è ben lontano da ciò che, invece, immaginano coloro che hanno usufruito dell'ìndulgenza plenaria venuta fuori dalle urne (ma, si badi bene, anche se le urne avessero dato verdetto differente, il mio essere stufo sarebbe uguale).
Ora, dal momento che sono stufo, anzi, stufo marcio, prendo il telecomando e cambio canale. Come? Provo a costruirmi il mondo come lo vorrei!
Ho già perso? Può darsi ma... se non ci provo, ho comunque perso! No?


Nathan Never




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4 novembre 2009

mondo Win PENSO CHE DIRO' ADDIO A WINDOWS (SENZA RIMPIANTI).

Ho deciso di assegnare come categoria a questo post quella che va sotto la definizione di "mondo win". Non avrei dovuto farlo perché, probabilmente, abbandonerò definitivamente il mondo di windows che, purtroppo, continua a sbolognarci prodotti di qualità mediocre, facendoseli pagare a peso d'oro e, cosa ben più grave, facendoli testare a noi utenti.
Dopo decenni di "vessazioni" da parte della casa di Redmond, sempre stoicamente sopportate dal sottoscritto, la goccia che ha fatto traboccare il vaso di questa mia sopportazione è stato l'acquisto di un pc per casa con preinstallato Windows Vista, e un pacchetto "Office" versione studenti ma shareware. Ossia, una versione di prova. Cosa che, tutto sommato, poteva anche starci. Ora, tenuto conto del fatto che a casa non ho ancora attivato una linea adsl (capita, quando hai un ex studio professionale già dotato di tale importante servizio), ho scoperto che questa versione di "Office", per poter essere utilizzata, mi richiedeva una "Product Key". Allora, non avendo a disposizione l'adsl in casa, ho dovuto fare un salto (già abbastanza incazzato) al mio ex studio per collegarmi in internet e scaricare il benedetto codice. Tornato a casa, ho immesso il codice e... sorpresa!?! Il programma non funziona ancora perché DEVO FARE L'ATTIVAZIONE ON LINE. Ma siamo ammattiti!!!!!! Già per ottenere il codice ho dovuto fare una registrazione ad un sito microsoft (mi pare che sia office on line) dove mi è stato richiesto un bel gruzzolo di dati personali che non so come verranno utilizzati. Ma per un programma in prova, signori miei, già questa cosa mi pare alquanto bizzarra. Che poi, per poter utilizzare il programma in prova per 60 giorni mi si chieda anche di attivare la mia copia on line, beh... siamo al paradosso e alla paranoia.!
Il carissimo (dal punto di vista dei prezzi) William Gates III (per gli amici Bill Gates) comincia ad esagerare... anzi no: è da quando è in giro per il mondo col suo stramaledettissimo sistema operativo che esagera!!!! Ormai è preso da delirio di onnipotenza. Secondo me ancora non riesce a capire (da questo punto di vista, a mio avviso, è molto limitato intellettivamente) come mai l'Unione Europea lo multa abbastanza pesantemente per... come si chiama? Abuso di posizione dominante?
Ora basta!!!!! Non lo sopporto più. Lui e la continua balla di essere un benefattore per l'umanità, quello che ha consentito a tantissimi di avere un pc in casa e di poter smanettare con l'informatica a buon mercato!!!!!
Non ne posso più!!!! Ho un programma che è in prova, quindi, tra un po' di tempo, verrà disattivato.... e tu mi chiedi prima di immettere un codice di autorizzazione e poi, non contento, mi chiedi l'attivazione on line?
Ma tu, caro Bill Gates, sei un folle. Ed io non voglio più essere complice della tua follia!!!!
Basta con Windows!!!! Appena riuscirò ad attivare una bella adsl in casa, ti farò lo scherzetto di scaricarmi Linux, open office e altri programmi "open source" (parolaccia!!!) e, finalmente, mi libererò della schiavitù (a pagamento carissimo) dei tuoi prodotti scadenti.
E, da oggi, comincia il tam tam tra i miei amici e conoscenti (solo i miei nemici dovranno continuare a subire il tuo protagonismo e le tue follie e deliri di onnipotenza) per un passaggio a Linux immediato.
Addio Bill. Addio Windows. Non ci siamo mai voluti bene... ma oggi, vi assicuro, vi detesto in maniera ancora più  violenta.


30 ottobre 2009

SOCIETA' A PROPOSITO DI NUCLEARE...

Da tempo, oramai, si sente parlare di ritorno al nucleare. E se ne parla, il più delle volte, tirando fuori le più disparate motivazioni: La fame di energia che ci assilla, il fatto che le centrali nucleari le abbiamo alle porte di casa (vedi Francia), le centrali di nuova generazione e via di questo passo. Ora, io mi domando: c'è qualcuno che si impegna a parlare di un problema di non secondaria importanza come lo smaltimento delle scorie? Come mai si tratta questa questione in maniera pressocché nulla? Eppure sarebbe il problema primario, per quanto riguarda la questione in oggetto! Se nel nostro paese si gestiscono i rifiuti solidi urbani con l'approssimazione che abbiamo sotto gli occhi, sarà pure lecito domandarsi come sarà gestito l'affaire scorie nucleari (che sono, parliamoci chiaro, un pochino più pericolose dei semplici rifiuti). O vogliamo pensare che, in questo caso, verrà fuori il senso di responsabilità di chi occupa posizioni altolocate? O che scherzare con la pelle dei cittadini, almeno in un caso abbastanza eclatante come le scorie derivate dalla fissione dell'atomo, non è immaginabile? Beh, se le cose stanno come in Francia, dove in TV è passato il servizio - inchiesta seguente



Qualche dubbio sull'opportunità di lanciarsi verso l'atomo, sarà legittima?
Cosa ne pensate?


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