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VITA COMPLICATA.

Per la sicurezza dell'online banking (operazioni bancarie on line), si sono inventati un aggeggino chiamato chiamato Token di sicurezza (che è quella diavoleria che vedete nella seguente foto):


Questo marchingegno, genera dei codici da digitare al momento opportuno. Momento opportuno che, di solito, è quello successivo alla digitazione di un codice utente (che non varia mai) e una password che ti fanno cambiare massimo ogni 30 giorni (e questa, a chi pratica quotidianamente l'informatica, è operazione nota come LOGIN). Oggi, dopo aver digitato username e password (minimo 16 caratteri alfanumerici, che io ho reso complessa aggiungendo anche un paio di maiuscole e un paio di caratteri speciali), mi si è presentata una novità: "Digitare il codice captcha". Com'è noto, tale codice è, al 99 %, di difficile decifrazione. Non è mai chiaro quali siano le minuscole e quali le maiuscole. Fatto sta, che al terzo tentativo, mi hanno bloccato l'account. Ovviamente è comparsa la scritta "Per sbloccare l'account recarsi in filiale". Cosa che, dato che è venerdì, potrò fare solo lunedì. Ecco, la domanda che nasce spontanea è la seguente: perché insistono a renderci la vita complicata in tal modo, a noi utenti normali e, per la maggior parte dei casi, piuttosto onesti e, poi, chi vuole fare truffe bancarie non ha mai grosse difficoltà?
Ah, saperlo... saperlo (Direbbe Riccardo Pazzaglia direttamente da "Quelli della notte)!!!!

Pubblicato il 11/4/2014 alle 15.53 nella rubrica Diario.

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