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É GIUSTO DOMANDARE GIUSTIZIA..

Questo mio nuovo post parte da questo piccolo presupposto-dettaglio: Al di là di cosa si possa pensare del Cristo, ritengo che in pochi, nella storia, abbiano fatto caso alla questione che, assieme a lui, siano stati crocifissi, quindi condannati a morte tra atroci tormenti, due ladroni. Ladroni che, dopo secoli di evoluzione di quella che possiamo definire “Redazione della Carta dei Diritti dell’Uomo”, al giorno d’oggi, prenderebbero al massimo 2-3 anni di carcere per i reati commessi. Nella storia dell’ebraismo, la legge del taglione interviene a equilibrare, se mi si passa il termine, pena e reato. Cosa che, come è evidente, per l’Impero Romano, non avviene (dal momento che la crocifissione è ancora una pena che viene inflitta per il più efferato dei delitti come per il meno efferato, all’epoca del Cristo). Ma come lo si può far capire a quei quattro cialtroni che postano i loro deliri e frustrazioni su Facebook sapendo, a malapena, come citare alla meno peggio un aforisma più o meno noto?

Per potersi esprimere in merito a qualunque questione, bisognerebbe che la questione sia, in qualche modo, e al di là di qualunque ragionevole dubbio, resa chiara ed univoca. Per cui, se uno viene indagato per un qualunque crimine, bisognerebbe attendere, prima di emettere giudizi o, addirittura, sentenze, che l’indagine abbia avuto un termine, che il processo si sia celebrato e che sia stata emessa una sentenza definitiva.

Mi si fa notare, ovviamente (e legittimamente, direi) che una volta accertata la colpa il colpevole dovrebbe essere messo “dentro” ma a spaccar pietre se vuol mangiare. Nulla di più giusto. Se il tuo delitto è di una certa gravità, la tua pena dev’essere commisurata al delitto commesso. Inoltre, va da sé che la pena vada scontata in maniera “piena e intera”. Come scrive Mario Petrone in un commento ad un mio aggiornamento su Facebook: “Ti rieduco attraverso la fatica che devi fare se vuoi pane e acqua!”. La mia risposta è la seguente: “Diciamo che, in passato, mi ha molto colpito e influenzato, per quanto riguarda la questione "rieducazione", un film americano dal titolo "Le ali della libertà", con Tim Robbins e Morgan Freeman...”, di cui allego il filmato di youtube a cui mi riferisco:


La conclusione è la seguente: A tutti coloro che, preda di un'onda forcaiola (al limite della giustizia sommaria e dell'impiccagione al primo albero) si appellano a sensi di giustizia con citazioni bibliche del tipo "occhio per occhio, dente per dente" (che per l'epoca in cui fu formulata, aveva un suo senso compiuto), vorrei ricordare ciò che, sempre sulla Bibbia, il Padreterno dice con parole sue: "NESSUNO TOCCHI CAINO!!!!!". O, magari, altre leggi del tipo "LA VENDETTA E' MIA!!!!".
É giusto domandare Giustizia... nient'altro..

Pubblicato il 19/6/2014 alle 17.22 nella rubrica Giustizia e legalità.

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