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GUERRE TRA POVERI.

Dopo mesi e mesi di assenza dal Blog, eccomi di ritorno. Magari qualcuno si aspetta che il sottoscritto, sull'onda lunga dell'entusiasmo (non del tutto giustificato) per la vittoria di Tsipras in Grecia, vada ad occuparsi proprio di questo tema. Nulla di più sbagliato. Stasera voglio solo sfogarmi un po'. Eh sì... uno sfogo di un lavoratore del pubblico impiego che continua a notare un astio non del tutto giustificato nei confronti della categoria lavorativa di appartenenza... non del tutto, ci tengo a specificarlo. Perché, ovviamente, nel pubblico impiego non è tutto “rose e fiori”, è evidente. E questa “industria” della “cosa pubblica”, ha dei costi che, alla fin fine, non è quantificabile con una evidenza della sua produzione. Ma qual è la “produzione” nel campo del lavoro pubblico? Eh, bella domanda. Chi è in grado di rispondere? Beh, diciamo che la macchina pubblica dovrebbe erogare servizi al cittadino che risultassero di qualità. E la qualità, nel pubblico, recita il mantra collettivo, non c'è... tant'è vero che si vorrebbe trasferire tutto nelle mani del “privato” che, recita un altro mantra (un po' meno collettivo, secondo me, ma comunque un mantra), è sinonimo di efficienza ed efficientismo. Uno, poi, potrebbe controbattere il fatto che, alla fin fine, Aziende private (perché tali possiamo considerarle) come Telecom, o Poste Italiane, o Trenitalia, possono dire di fornire servizi al cittadino meglio di quanto non facesse il Signor Stato (che mi piacerebbe sapere questo Sig. Stato chi accidenti è, se non noi cittadini!!!)? A ben guardare, non mi risulta. Basta vedere come vengono erogati i servizi da queste società per rendersi conto del fatto che tutta questa differenza non sussiste. Ma il mantra del privato che funziona meglio del pubblico, a quanto pare, funziona... perché, anno dopo anno, si sta smantellando la macchina (anche macchinosa e burocratica, ammettiamolo) statale, per mettere ogni servizio di pubblica utilità in mano ai privati... che, se guardiamo bene, funzionano esattamente come il “pubblico”. Eppure si continua, da parte di lavoratori autonomi, dipendenti privati, pensionati, precari, imprenditori, a lanciare strali sulla macchina pubblica. Il Dipendente pubblico è diventato la causa di tutti i mali di questo paese: il nemico da abbattere. Ho già avuto modo di dire che, da dipendente pubblico, il sottoscritto non vede nel lavoratore autonomo un nemico, né tantomento nel dipendente del settori privato o nell'imprenditore o nel lavoratore “flessibile” (sinonimo di precario). Io vedo una serie di categorie tutte sulla stessa barca, che hanno come unico nemico questo “fantomatico” MERCATO, sbandierato dai quattro punti cardinali come mantra anch'esso. Ma continuo a vedere e sentire (talvolta di persona) che io sarei la causa di tutti i mali di questo paese. Vabbè, a questo punto mi rassegno, alzo le mani e prendo le mie contromisure.

Ho già cominciato, a dire il vero. Mi sono tinteggiato casa, quand'è stato il momento di traslocare in un nuovo appartamento. E pazienza per quel “povero” imbianchino che avrebbe potuto guadagnarci qualche spicciolo, invece di rimanere con le mani in mano. Ma io ho risparmiato bei soldoni che, di questi tempi, con quello che c'è da pagare in tasse e balzelli, e non potendo avere il “vantaggio” di evadere le imposte (visto che mi vengono trattenunte in busta paga), direi che è una boccata d'ossigeno. Senza contare che, essendo Geometra, ho potuto anche provvedere in prima persona al disbrigo di alcune pratiche che, dovendo pagare un professionista, mi sarebbe costato un piccolo patrimonio. E visto che lo spirito di intraprendenza non mi manca e neppure la voglia di impegnarmi, ho provveduto a fare, in casa, quei lavoretti che avrebbero necessitato di un idraulico, un elettricista, un falegname ed anche di un muratore. Insomma, dandomi da fare col fai da te, e con l'aiuto anche di tutorial scovati su youtube, che sono una vera manna dal cielo, per chi non può permettersi (o non vuol più permettersi) le prestazioni di professionisti ed artigiani, sono riuscito a non finire nel gorgo dei debiti pesanti che, solitamente, pesano sulle spalle di chi vive di uno stipendio che, è vero, arriva a fine mese puntualmente... ma che non è mai, neppure per sbaglio, superiore alla cifra che, puntualmente, viene accreditata ogni mese sul conto corrente. Ho dovuto, purtroppo, fare il tagliando all'auto portandola, ovviamente, dal meccanico... ma conto, col tempo, di riuscire anche a fare di questi lavoretti... se, poi, dovesse capitarmi di aver bisogno di un Legale, troverò il modo di organizzarmi in modo da non dover staccarmi un occhio dalla scatola cranica per risolvere i miei problemi... magari, in caso di situazioni penali, potrei avvalermi dell'avvocato d'ufficio (tanto, quelli di “fiducia” riescono a fregarti un bel po' di quattrini per ottenere dei risultati che, il più delle volte, non vengono a tuo vantaggio).


Fine dello sfogo. Direi che, in questo modo, se tutti noi cominciassimo a fare come ho fatto io negli ultimi mesi, probabilmente avremmo un bel po' di attività autonome che si vedrebbero erosi i redditi. E non so se una guerra di questo genere sarebbe un vantaggio per noi cittadini o, magari, soltanto per coloro che ci vogliono più poveri per poterci controllare meglio. Questa guerra tra poveri non è la mia guerra... non vorrei combatterla e, fino all'ultimo, non la combatterò... ma se l'incazzatura per l'idraulico (che non vorrebbe farmi fattura mai) che dice che io sono un privilegiato perché non faccio una mazza e prendo puntualmente lo stipendio a fine mese;

o per l'elettricista che, per mettermi a posto dei punti luce mi dice: “Sono 100 euro senza fattura, 120 se vuoi la fattura”; o l'imbianchino che ci guadagna sia sul materiale che usa, sia sulla mano d'opera (tanto è un impiegato pubblico, a fine mese becca i quattrini sicuri);

se tutte queste incazzature dovessero permanere nella mia testa, beh... continuerei a darmi da fare per risolvere tutto da me e risparmiare, no?


E allora, se dev'essere guerra, guerra sia... tanto alla fine, i vincitori sono sempre altri.

Pubblicato il 25/1/2015 alle 20.17 nella rubrica Le perle di Nathan.

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