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LETTERINA

Caro Cittadino lucano, mi accingo a scriverti dopo avere, per anni , riflettuto su tanti piccoli dettagli che, alla fine, sono diventati un grosso problema. È cosa abbastanza recente la vicenda della ragazza di Senise “maltrattata” dal Sindacato CISL, ragazza che per anni è stata retribuita in maniera non regolare (uso questo eufemismo), che, purtroppo, non è più tra noi e che, a seguito di sentenza giudiziaria, avrebbe diritto (i suoi familiari eredi, in realtà) ad un cospicuo rimborso per le prestazioni erogate all’interno di quel Sindacato. Ho visto anch’io la reazione di quel Dirigente sindacale intervistato (direi, piuttosto, incalzato) da quelle del programma “Le Iene”. Una reazione di quelle che si vedono tutti i giorni. Reazioni di persone che reagiscono con arroganza e supponenza a qualunque tentativo di “attacco” da parte di chicchessia. Ora, la mia riflessione, è la seguente: ma se il dirigente sindacale, il politico (nazionale, regionale o locale), il dirigente di un qualunque Ente Pubblico o Privato, il funzionario di uffici Pubblici (e chi più ne ha più ne metta), che ha fatto suo il malcostume di oltre un trentennio di mala gestione della vita pubblica in questo paese (e, ancor di più, in questa Regione), qualcuno deve pur averlo “piazzato” nella posizione che occupa (da poco o da molto tempo non ha importanza), non credi? E se continua a comportarsi ogni giorno in quella stessa maniera supponente ed arrogante che vediamo chiaramente, ci sarà un motivo valido per questi comportamenti, no? L’inchiesta de “Le Iene” è solo il punto di partenza di una riflessione che parte da molto più lontano. Quante volte abbiamo visto Sindaci, Assessori (comunali, provinciali o regionali), semplici consiglieri, funzionari pubblici e Dirigenti pubblici (ma i privati non fanno eccezione), avere gli stessi atteggiamenti spocchiosi e odiosi di quel dirigente di cui sopra? E noi cittadini, cosa abbiamo fatto per almeno provare a contrastare questa deriva? Te lo dico io: NULLA! E il perché è presto spiegato. A noi cittadini interessa non avere “fastidi” nel nostro piccolo orticello. Questo è ciò che conta. Per decenni abbiamo delegato a personaggi “sinistri” (o anche in semplice buona fede) il potere di amministrare la “Cosa Pubblica” (e, quindi, anche di nostra proprietà), a patto che il nostro piccolo orticello non subisse nessun tipo di fastidio o danno. Perché ci siamo voluti convincere che la Politica è una cosa “sporca”, che se si entra in politica si diventa come loro…. e cazzate similari. La verità sta tutta nel fatto che, a ben vedere, ciò che conta per ognuno di noi, è di avere il minor numero di fastidi possibili nella vita. Andiamo, quando va bene, a votare e, poi, siamo liberi da ogni incombenza. E quando vediamo il marciume (malcostume politico, lo definisco io), ce ne veniamo fuori con invettive, chiacchiere da bar e nent’altro… rimaniamo COLPEVOLMENTE fuori da tutto ciò, nell’illusione (creata ad arte da noi stessi) di essere più puri di coloro che, invece, diventano oggetto dei nostri strali e della nostra rabbia. Rabbia che, poi, passa quando torniamo a casa, ci mettiamo a tavola o davanti alla TV a nutrirci di tutto ciò che ci annebbia ancor di più il cervello. Tutte queste riflessioni, dunque, mi hanno portato alla seguente conclusione: Sono questi loschi figuri ad essere responsabili di quanto ci accade? O non siamo noi i primi responsabili per questa situazione (rispetto alla quale ci laviamo la coscienza maledicendo, berciando, imprecando e bestemmiando)? Mi sono dato una risposta da molto tempo. E siccome non voglio sentirmi, per l’ennesima volta, colpevole di quest’andazzo, ho deciso che il mio impegno in prima persona nella “Cosa Pubblica”, deve continuare. Lo so che avevo deciso di volermene fregare di tutto e di tutti… ma siccome sono ancora uno che prova vergogna per certe cose, e che ha capito che se i cialtroni di cui abbiamo disquisito finora, se fanno ciò che fanno, è perché non si vergognano di nulla, ho deciso che “mi vergogno” di continuare ad essere complice di detti cialtroni, per cui non mollo la presa e riprendo la battaglia. Se il reverendo Martin Luther King temeva il silenzio dei buoni più della violenza dei malvagi, ho deciso (da tempo, con una sospensione di qualche mese) di voler cominciare a non fare più parte di chi subisce in silenzio ciò che i “malvagi” non si vergognano affatto di farci subire. La mia letterina finisce qui… il sottoscritto, non disponibile a farsi ammaliare dal pifferaio di turno (fosse il sedicente premier, il vecchio signore condannato ai servizi sociali o il Comico stellato o chiunque altro), non disponibile a fare chiacchiere da bar, non disponibile a ingoiare le tossine serviteci a tavola dall’informazione (sia essa televisiva o da carta stampata), ha deciso di andare avanti usando il suo cervello, le sue idee circa progetti per il bene comune e di allontanarsi dal gregge di corresponsabili di questa situazione. Vado avanti, e se qualcuno vuole provare a muoversi, è probabile che il mondo, il paese e, soprattutto, questa Regione, si possa ancora salvare.

Pubblicato il 30/1/2015 alle 13.16 nella rubrica Le perle di Nathan.

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